Hummes: «Il celibato dei preti non è un dogma»

CITTÀ DEL VATICANO. Il celibato dei sacerdoti «non è un dogma», e il calo delle vocazioni potrebbe indurre la Chiesa a «riflettere su tale questione». Faranno sicuramente discutere le affermazioni del cardinale Claudio Hummes, il porporato brasiliano nominato il 31 ottobre scorso da Benedetto XVI nuovo prefetto della Congregazione per il Clero. Partendo per Roma per assumere il suo nuovo incarico, Hummes, grande amico del presidente brasiliano Lula, in un'intervista al quotidiano «Estado de Sao Paulo» ha affermato che «anche se i celibi fanno parte della storia e della cultura cattoliche, la Chiesa può riflettere sulla questione del celibato, perchè non è un dogma, ma una norma disciplinare».
Hummes, 72 anni, francescano dei Frati minori, finora arcivescovo di San Paolo del Brasile, ha ricordato che alcuni apostoli erano sposati e che la proibizione del matrimonio è stata adottata solo secoli dopo l'istituzione del sacerdozio.
«La Chiesa - ha insistito - non è stazionaria, ma un'istituzione che cambia quando deve cambiare».
Certo, ha aggiunto, non è una decisione facile che possa essere presa in fretta. «La Chiesa deve prima stabilire se è necessario ridiscutere le norme sul celibato».
Il nuovo capo del dicastero per il Clero, che prende il posto del cardinale colombiano Dario Castrillon Hoyos, ha definito una «sfida» la diminuzione dei preti in Europa e in altre parti del mondo, e ritiene che potrebbero esservi nuove pressioni per l'ordinazione di preti sposati. Inoltre ha ribadito che le denunce di pedofilia a carico di molti sacerdoti preoccupano la Chiesa.
«Anche se si trattasse di un unico caso - ha detto al quotidiano brasiliano - sarebbe già una grande preoccupazione, soprattutto riguardo alle vittime. Ma è ingiusto e ipocrita generalizzare gli scandali di pedofilia, perchè il 99% dei preti non ha nulla a che fare con la pedofilia».
Secondo il cardinale uscente di San Paolo, «la pedofilia non è un problema solo dei sacerdoti, ma di tutta la società; ci sono casi di abuso sessuale di bambini persino nelle famiglie».
Tocca ai vescovi, ha specificato Hummes, investire sempre più nella «selezione rigorosa e nella formazione esigente» dei candidati al sacerdozio, per combattere la pedofilia.
«I preti sono un gruppo strategico per la Chiesa - ha concluso - sono loro che danno vita alla Chiesa e, perciò, meritano l'appoggio e l'affetto dei cattolici».
Le affermazioni di Hummes sul celibato arrivano nel momento in cui per la Santa Sede è ancora aperta la spinosa questione dell'arcivescovo Emmanuel Milingo, lui stesso sposato con Maria Sung e scomunicato latae sententiae il 26 settembre scorso, dopo aver ordinato vescovi quattro sacerdoti sposati negli Stati Uniti.
In un vertice del Papa con i capi dicastero vaticani lo scorso 16 novembre, tra l'altro è stato «riaffermato il valore della scelta del celibato sacerdotale secondo la tradizione cattolica ed è stata ribadita l'esigenza di una solida formazione umana e cristiana, sia per i seminaristi che per i sacerdoti già ordinati».
E proprio ieri l'arcivescovo Emmanuel Milingo ha protestato contro il Vaticano per il diverso trattamento da lui ricevuto con la scomunica rispetto ai vescovi patriottici cinesi e - a suo dire - i vescovi cattolici polacchi nazionali, «che sono stati consacrati in due cerimonie separate il 30 novembre e non sono stati scomunicati per aver ordinato vescovi senza un mandato papale».
Milingo sostiene in una nota, diffusa in Italia dal prete sposato Giuseppe Serrone, di essere discriminato dalla Santa Sede per ragioni razziali.
«Il Vaticano mi ha scomunicato il 26 settembre - afferma Milingo - due giorni dopo che ho consacrato quattro uomini sposati come vescovi, perchè provengo da un povero paese dell'Africa. Ma quest'anno in Cina sono stati consacrati tre vescovi senza un mandato e senza ricevere scomunica. Anche la Chiesa cattolica nazionale polacca ha ordinato quattro vescovi sposati e non ha ricevuto scomuniche». «Questo è un trattamento ingiusto - protesta l'ex arcivescovo di Lusaka - ed è motivato da distinzioni razziali. Il Vaticano discrimina dal punto di vista razziale ed economico».
Milingo si prepara intanto alla nuova convention del suo movimento «Married Priests Now» che si svolgerà a Parsippany, nel New Jersey (Usa) dall'8 al 10 dicembre. Ha già annunciato che in quell'occasione ordinerà al sacerdozio tre uomini sposati, rinnovando così la sua sfida alla Santa Sede.