Cacciari «sposa» il mare Vignotto vince la regata

L'anello, la corona d'alloro, la benedizione, l'Inno di San Marco con l'alzaremi: la tradizione dello Sposalizio del Mere, nel giorno de la Sensa, si è riproposta ieri in tutta la sua suggestione. Scortato da quasi 200 barche impegnate a combattere contro un vento teso, la «Serenissima» ha raggiunto San Nicolò per permettere al sindaco Massimo Cacciari, con il lancio dell'anello in laguna, di rinnovare la celebrazione del legame che unisce Venezia al «suo» mare. Un esercizio di potenza, non di romantico amore, che risale al 1177, quando il doge Ziani - quale ricompensa per la mediazione tra l'imperatore Federico Barbarossa e papa Alessandro III, culiminata con la pace siglata il giorno dell'Ascensione - ottenne molti privilegi, come quello di «sposare il mare in segno di imperituro dominio della città sul golfo Adriatico».
Alla loro prima uscita pubblica - con le autorità religiose e militari - anche il vicesindaco Vianello e l'assessore al Turismo Salvadori.
«Quest'anno abbiamo concluso un ciclo storico-culturale grazie al gemellaggio con la città dalmata di Cattaro», spiega il presidente del comitato della Sensa, Davino De Poli, «il cui territorio comprende anche quello dell'antica Perasto, dove veniva custodito il gonfalone da guerra della flotta di Venezia e dove venne seppellito per non subire l'oltraggio della consegna ai conquistatori, nel 1927. Il gemellaggio con le più importanti città dell'Adriatico è iniziato 8 anni fa, con Trieste, per ricordare la politica della Repubblica Serenissima».
In centinaia hanno seguito la cerimonia e l'arrivo festoso della Regata della Sensa su gondole a quattro remi, primo dei dieci appuntamenti del calendario agonistico remiero. In testa sin dalle prime battute, a conquistare la bandiera rossa con quasi due barche di vantaggio sul secondo classificato è stata la gondola verde con a bordo Igor Vignotto. Il vento forte ha condizionato la gara, rendendola molto dura: le posizioni si sono presto sgranate, restando invariate sino al traguardo, con il verde a far la gara. Questo l'ordine di arrivo: 1) verde, Guglielmo Marzi, Igor Vignotto, Tiberio Sabbadin, Gaetano Bregantin; 2) viola, F. Dei Rossi, I. e V. Redolfi Tezzat, D. Prevedello; 3) celeste, A.Bertoldini, M.Vianello, E. Zennaro, M.Massaro; 4) arancio, Stefano e Sandro Tagliapietra, M. Rossi e F. Zane; 5) rosa, C. Vignotto, E.Tagliapietra, M.Seno, A.Seno; 5) canarin, B.Dei Rossi, G.Seno, L.Tagliapietra, A.Dei Rossi; 7) marron, G.Busetto, Rob. Busetto, Ren.Busetto, A.Scarpa; 8) rosso, G.Fongher, L.Mao, A.De Poli, L.Fongher; 9) bianco, C.Carrettin, G.Barichello, A.De Marco, S. De Marco. (r.d.r.)