Per la «legione Brenno» finisce in carcere Carpi

Era uno della «Legione Brenno», tre militanti della quale avevano sparato a tre poliziotti, ferendone gravemente uno, sotto il cavalcavia di Mestre. Ieri i carabinieri di Venezia sono andati a prendere a Casale di Scodosia Giancarlo Carpi, autotrasportatore di 42 anni. Era stato condannato a quattro anni e mezzo di reclusione e ora la pena è passata in giudicato, i militari lagunari l'hanno portato nel carcere di Padova.
L'accusa, durante il processo di primo grado, aveva chiesto per lui 9 anni di reclusione, ma all'autotrasportatore casalese ne sono stati invece la metà. Era accusato di di porto e detenzione di armi. Erano finiti sotto inchiesta per traffico di armi dopo la sparatoria che la notte del 3 settembre 1995 a Marghera, coinvolse una pattuglia della polizia, con il ferimento di due agenti, Mirko Schio e Silvio Busato. Carpi non aveva scelto il rito abbreviato come gli altri imputati, ma aveva deciso di affrontare il processo in aula ritenendo che prove e indizi a suo carico non fossero univoci.
Il capitolo giudiziario sul gruppo paramilitare con ambizioni separatiste, specializzato in traffico d'armi con Paesi dell'ex Jugoslavia, aveva riservato parecchie sorprese. Il terzetto della Brenno fecce fuoco sulla polizia perchè quella notte stava trasportando in auto un carico di armi, tra cui kalashnikov e bazooka. Marino Sacchetti, 43 anni di Silea, comandante della Legione, era stato condannato a 24 anni e 6 mesi di reclusione, era stato lui a premere il grilletto quello sera.
A dare una mano agli investigatori a scoprire chi mai fosse stato a colpire in modo cosi spietato e rapido era stato un collaboratore, che a Milano aveva iniziato a raccontare ai carabinieri l'esistenza della strana Legione, oltre a numerose imprese criminali compiute nel capoluogo lombardo. (g.c.)