Stop alle droghe, parte la campagna dedicata agli studenti delle superiori

Alessandro CesarePrevenzione, informazione, promozione della salute, contrasto alla diffusione delle sostanze stupefacenti. Sono le parole chiave del progetto SaPreMo, acronimo di Salute, Protagonisti, Emozioni, che giunge alla sua quarta edizione. Un'iniziativa nata nel 2018 dalla morte di una ragazzina di 16 anni per overdose nei bagni della stazione. Dramma che ha avuto il merito di compattare categorie, istituzioni ed enti in un percorso pensato per favorire la partecipazione attiva dei ragazzi sui temi della droga, della legalità e dei corretti stili di vita. Non semplici lezioni, ma attività capaci di stimolare il pensiero critico negli studenti, nelle loro famiglie, nei docenti.La nuova edizione del progetto è stata presentata ieri nella sede della prefettura di via Pracchiuso, vedendo protagonisti i partner che fin dall'inizio hanno sposato l'iniziativa: questura, prefettura, Danieli Spa, Confindustria, Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, Comune, Università, Consulta provinciale degli studenti.Tre le principali azioni che, a partire dai primi mesi del 2023, saranno messe in campo nelle classi seconde degli istituti della provincia di Udine (per aderire si può inviare una email all'indirizzo sapremo2019@gmail.com): incontri per informare e sensibilizzare sul tema nelle scuole, testimonianze dirette di salute, legalità e industria, workshop in una delle sede cittadine dell'ateneo (è una novità di questa edizione), un concorso attraverso il quale i ragazzi realizzeranno un video per parlare di salute e di contrasto alla droga ai loro coetanei, incontri pubblici riservati a genitori e insegnanti. SaPreMo, in questi anni, ha visto partecipare 3.055 ragazzi e 120 insegnanti distribuiti in 171 classi seconde di 37 istituti.«Si tratta di un progetto corposo che coinvolge diversi istituti del territorio - ha commentato il prefetto Massimo Marchesiello -. Siamo felici di esserne parte, e faremo tutto il possibile per sostenere l'iniziativa». Il questore Alfredo D'Agostino, riconoscendo il merito dei suoi predecessori per aver promosso il progetto, ha chiarito: «L'educazione alla legalità è uno degli strumenti migliori a nostra disposizione per fare prevenzione e sensibilizzare i ragazzi su determinate tematiche, mettendoli nelle condizioni di fare scelte precise. C'è necessità di stare vicino al mondo dei giovani».Dopo due anni complicati, le attività di SaPreMo torneranno in presenza, dando modo ai ragazzi di confrontarsi direttamente con formatori, educatori, forze dell'ordine, imprenditori. «I ragazzi devono capire che la droga è una cosa pericolosa, per la salute e per le ripercussioni che può avere sul fronte giudiziario - ha affermato il sindaco, Pietro Fontanini -. Purtroppo la diffusione delle sostanze sul nostro territorio è motivo di preoccupazione, ma il lavoro con le forze di polizia per identificare e assicurare alla giustizia le bande di spacciatori, è quotidiano».A fare uso di droghe è quasi il 30% dei ragazzi della provincia. Un dato ricordato dal presidente della Danieli, Gianpietro Benedetti, tra i primi sostenitori del progetto: «La situazione va affrontata in modo deciso, facendo squadra. Chi si droga ha un disagio e una debolezza di fondo, e spesso le cause vanno ricercate nelle famiglie. Dobbiamo darci da fare per ridurre al massimo la percentuale di chi si rifugia nella droga».Sostanze stupefacenti ma anche contrasto alla solitudine, come ha messo in evidenza il rappresentante della Consulta degli studenti, Vincenzo Gallina: «Alla base di tutto va ricercato il benessere psicologico dei ragazzi. La battaglia contro il disagio giovanile parte da qui». --© RIPRODUZIONE RISERVATA