In ripresa con Scazzola ma restano lontani gli anni del grande Piacenza

pordenoneSettimana nella norma per i giudici sportivi. Nessun provvedimento di squalifica né in Eccellenza né in Promozione. In Prima categoria, 175 euro di ammenda al Vallenoncello («Perché propri sostenitori, per tutta la durata del secondo tempo, rivolgevano epiteti ingiuriosi e blasfemi all'indirizzo dell'arbitro. Inoltre, per mancanza di acqua calda nello spogliatoio del direttore di gara»), due gare a Giovanni Roman (Montereale) ed Effat (Vallenoncello) e una a Mazzacco (Cordenonese), Attena e Canderan (Montereale). In Seconda categoria, tre gare a Calliku (Zoppola, per «plurime condotte antisportive rivolte nei confronti dell'arbitro ed espressioni blasfeme reiterate»), due a Buriola (Cavolano) e una a Innocente (Morsano), Plos (Arzino), Girardi (Barbeano), Giovanetti (Maniago), Kerri (Spilimbergo), Biason (Valvasone), Petito (United Porcia) e Triadantasio (Cavolano). --s.cr.© RIPRODUZIONE RISERVATA PORDENONEIl Pordenone, nella storia recente, aveva già affrontato "un" Piacenza. Si trattava però della Pro, squadra della città emiliana con cui i neroverdi avevano battagliato nella finale della poule scudetto di serie D del 2014 e nella prima gara del girone A di Lega Pro del 2015-2016. Col "vero" Piacenza è il primo scontro, perlomeno in epoca moderna. Un club, quello biancorosso, la cui prima associazione è legata alla squadra che, nel 1993, si affacciò in serie A dopo il doppio salto dalla serie C. Determinanti gli sforzi dell'ingegner Garilli, imprenditore e presidente della società, scomparso nel 1996 (e al quale è intitolato lo stadio dove si gioca domani). Tra gli artefici di quel miracolo sportivo Giorgio Papais, pordenonese e doppio ex. La particolarità di quel gruppo, rimasto in A sino al 2002 a parte due anni in B, la presenza di soli giocatori italiani. Tra gli altri doppi ex anche Filippo Cristante, Matteo Nichele, Paolo Zanardo e Luca Cattaneo, mentre nell'attuale squadra militano gli ex Claudio Morra e Mihael Onisa (quest'ultimo in prestito). I biancorossi sono reduci dal primo successo in campionato (col Mantova) e arrivano da tre risultati utili di fila. Mister Cristiano Scazzola ha dato tutt'altra impronta a un undici giù di corda con Manuel Scalise. Rimangono però lontani gli anni del grande Piacenza. --A.B.© RIPRODUZIONE RISERVATAAlberto Bertolotto / PORDENONEÈ stato l'ultimo colpo della campagna acquisti del Pordenone, uno dei cavalli di ritorno su cui la società punta sempre con decisione. Sinora non ha deluso le attese, anzi. Marco Pinato ha dapprima avuto un impatto notevole sui neroverdi, poi è diventato col tempo protagonista della squadra, capolista del girone A di serie C. Il suo apporto in mezzo al campo si sente e, in particolare, si vede anche nel tabellino dei marcatori. Da mezzala ha già segnato quattro reti, risultando il capocannoniere della formazione allenata da Domenico Di Carlo. A 27 anni ha lasciato il Sassuolo, cui era legato da tempo, e ha puntato sul progetto dei friulani: ha firmato un triennale con l'unico scopo di tornare in B.La missione è per ora a buon punto: domani a Piacenza, sul campo della penultima in classifica, ha l'occasione per infilare il terzo successo di fila in un campionato in cui il centrocampista, figlio dell'ex portiere dell'Atalanta e Piacenza Davide, non ha avuto alcun problema a scendere in Lega Pro e ad adattarsi a questo livello. Un aspetto che magari si può sottovalutare, ma che è importante. Ha capito sin da subito cosa richiede la categoria e, senza spocchia visto il suo passato tra i cadetti, ha inciso: ha segnato il gol-vittoria con il Sangiuliano, ha contribuito al successo con l'Arzignano, siglando la rete del momentaneo 1-0, poi ha messo a segno l'unico centro dei neroverdi nella sfida persa col Mantova. Infine domenica scorsa ha sbloccato il risultato nella gara col Lecco, terminata 5-0. Quattro gol sono un bel bottino, specialmente se si pensa che sarebbe potuto essere più pingue se fosse risultato più freddo sotto porta. Acqua ormai passata, c'è il Piacenza all'orizzonte e la possibilità di firmare un'altra prodezza.A Pordenone Pinato aveva giocato la prima parte dello scorso campionato, passando poi alla Spal nel mercato di gennaio. In pochi mesi aveva segnato il gol che aveva aperto la strada verso la prima vittoria della stagione, conquistata con l'Alessandria. Già in B era evidente la sua forza fisica, che in Lega Pro nel ruolo di mezzala con licenza di offendere è a tratti devastante. Grazie a questa sua caratteristica rappresenta uno dei fattori quando la squadra di Di Carlo ribalta l'azione e ha campo di fronte a sé. Così sono maturate alcune sue reti. Ex Cremonese e Venezia, Pinato ha un ottimo rapporto con Filippo Inzaghi, suo allenatore nella Primavera del Milan e in Laguna. Dopo avere lavorato assieme in arancioneroverde, l'attuale tecnico della Reggina aveva cercato il centrocampista più volte. Le sue qualità, ma in particolare il suo feeling col gol, le aveva notate anche un professore della materia come Superpippo. --© RIPRODUZIONE RISERVATA