Dimezzati gli ordini alla Jacuzzi Chiusure e cassa integrazione

Giulia SacchiOrdini dimezzati alla Jacuzzi di Valvasone: da lunedì a fine anno si prevedono almeno due chiusure collettive dello stabilimento la settimana (potrebbero salire a tre, in quanto si è in attesa della programmazione definitiva), coperte da cassa integrazione ordinaria. Il crollo delle commesse, in primis dai mercati di riferimento come Francia e Gran Bretagna, ma anche dalla Russia, sta preoccupando le organizzazioni sindacali e i lavoratori.Un momento difficile che si ripercuote pure sull'occupazione: lo scorso 30 settembre, l'azienda ha provveduto a rinnovare il contratto a termine solamente a 8 dei 18 dipendenti precari. La situazione critica si è iniziata con l'estate: Jacuzzi ha cominciato a utilizzare l'ammortizzatore sociale lo scorso giugno. Si era partiti con l'impego di qualche giorno di cassa integrazione, poi lo scenario, anche a livello generale e per altre realtà, si è complicato ed è stato necessario mettere in campo nuove azioni. Ad agosto è stato rivisto il piano ferie, aumentando a tre le due settimane inizialmente previste.Settembre si è iniziato all'insegna di nuovo della cassa integrazione, con anche tre giorni la settimana di stop produttivo. Jacuzzi si è servita dell'ammortizzatore sino al 23 settembre, poi tre settimane di fermo e da lunedì si ricomincia.«All'inizio dell'estate si è cominciato a parlare di calo dei volumi, che non sembrava però preoccupante come invece lo è oggi: un meno 50 per cento rispetto all'ultimo trimestre 2021 - ha spiegato Antonello Lenardon (Fim Cisl) -. Dalla prossima settimana si tornerà a ricorrere all'utilizzo della cassa in quanto il carico di lavoro garantisce l'attività produttiva per due o tre giorni la settimana sino a fine anno. Entro novembre incontreremo l'azienda per capire lo scenario e valutare il da farsi per quanto riguarda sia la durata delle ferie di Natale e la ripresa di gennaio sia l'ammortizzatore sociale. La cassa scade il 25 dicembre (è stata chiesta per 10 settimane), c'è da capire se andrà prorogata e comunque come s'intende proseguire».Quanto ai contratti non rinnovati, Lenardon ha fatto sapere che «in un primo tempo l'azienda aveva annunciato l'intenzione di confermare i 18 contratti a termine, ma la situazione non l'ha poi consentito. Come forze sociali, avevamo chiesto di non lasciare nessuno a casa e di valutare la possibilità di redigere un piano di uscite incentivate per quei lavoratori con anzianità di servizio e quindi vicini alla pensione».Un'operazione che avrebbe consentito il rinnovo dei contratti dei precari. L'azienda ha accolto l'istanza del piano di uscite, ma ha dato tempistiche giudicate troppo strette dai sindacati per la sua traduzione in realtà.«In una ventina di giorni non era possibile raccogliere le eventuali adesioni e portare a compimento il tutto - ha sottolineato Lenardon -. Abbiamo chiesto di rivedere tempi e modalità, ma dall'azienda è arrivato il diniego. Da qui la conferma solamente per 8 contratti a termine».I prossimi mesi saranno decisivi per capire l'evolversi di una situazione cambiata repentinamente: si pensi che a maggio 2021 si parlava di ritmi serrati di lavoro per un incremento importante dei volumi. E già nel 2020, in seguito al primo lockdown, si era registrata un'impennata degli ordini per le realtà aziendali che producono mini-piscine e vasche idromassaggio da esterno, tra cui appunto Jacuzzi. --© RIPRODUZIONE RISERVATA