Vinse con il Milan di Rocco e Rivera E quel gol all'Inter nel derby del 1964

Viviana Zamarian/ TAVAGNACCOQuel gol realizzato nel derby contro l'Inter il 19 gennaio 1964 lo conservava tra i ricordi più cari. Perché all'ex calciatore di serie A Giuliano Fortunato, che risiedeva a Feletto Umberto, il Milan gli era rimasto nel cuore.Per lui, che se ne è andato venerdì a 82 anni dopo aver combattuto gli ultimi due contro una malattia, era pura passione. Era orgoglio, appartenenza a una maglia, erano legami solidi con i compagni come quello con Gianni Rivera.Rimane in rossonero per cinque stagioni, aggiudicandosi la Coppa dei Campioni 1962-1963 e la Coppa Italia 1966-1967. Il debutto in serie A per l'attaccante-centrocampista nato a Tricesimo - cresciuto calcisticamente nelle giovanili della Pro Gorizia e poi approdato in Serie B con la Triestina - era stato con il Lanerossi Vicenza il 10 settembre 1961 in occasione del successo interno sul Catania, realizzando la rete del 2-0. Fa segnare Fortunato, ha talento, mette sempre la palla a disposizione del compagno con una precisione da manuale. E così passa al Milan. Ricordava bene l'incontro con il mister Nereo Rocco, diceva che non era stata un semplice allenatore ma che si comportava come un padre. E poi la Coppa intercontinentale con la prima vittoria a San Siro e poi la sconfitta in Brasile e il suo "trofeo" personale di essere stato l'unico giocatore friulano ad aver calcato il prato del vecchio Maracanà e l'amicizia con il giocatore interista Mario Corso. Indossò la maglia della nazionale Under 21 in quattro occasioni segnando una rete. Nel 1967 viene ceduto alla Lazio, con cui disputa tre campionati di Serie B e due di Serie A, conquistando due promozioni in massima serie nelle stagioni 1968-1969 (nella quale mette a segno 8 reti) e 1971-1972.Dopo la seconda promozione, scende in Serie C e veste la maglie del Lecce, con cui chiude la carriera agonistica durante la quale ha totalizzato 134 presenze e 21 reti in Serie A e 160 presenze e 21 reti in Serie B. Rientrato in Friuli, inizia ad allenare le squadre dei dilettanti come la Tarcentina, Nimis, Cassacco, Tre Stelle, Savorgnano. «Il calcio era la sua più grande passione - ricorda la moglie Patrizia, sua compagna di vita da tre decenni con cui si era sposato 4 anni fa -, non lo abbandonava mai. Guardava anche sei partite al giorno, ma era il Milan la sua squadra del cuore. Era una persona buona, per me era una roccia, un punto di riferimento. Amava allenare i giovani e tutti loro, anche una volta cresciuti, lo ricordano con grande affetto e stima. Era rimasto in contatto con Gianni Rivera e partecipava alle iniziative dei Milan Club». I funerali di Fortunato saranno celebrati mercoledì alle 16, nella chiesa di Feletto Umberto. --© RIPRODUZIONE RISERVATA