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Lingua e tradizioneL'importanzadei Fogolârs furlansLa sudditanza storica dei friulani rispetto all'italiano è dovuta a un'atavica eredità, in quanto all'epoca non tutti parlavano l'italiano e a quei tempi l'istruzione era per tutti precaria, in quanto frequentare la quinta elementare e successivamente la sesta era già un privilegio. Udine era l'unico centro economico della regione, dove bisognava recarsi per i servizi sanitari, burocratici, giudiziari e chi per acquistare o vendere ai mercati i prodotti agricoli. In questi casi parlare uno stentato italiano o non saperlo affatto, metteva a disagio i friulani dei centri rurali che dimostravano di non essere istruiti e di conseguenza di essere poveri contadini e quindi provare vergogna.Per questo retaggio storico, dal primo sviluppo economico degli anni Sessanta, le famiglie friulane, anche se i loro figli ormai frequentavano le scuole medie e superiori, iniziarono e continuano a parlare, anche se non del tutto corretto in italiano, quale segno di distinzione sociale.La lingua romanza friulana, con legge dello stato è stata riconosciuta " minoranza linguistica friulana" e dalla regione a sua volta, tanto da essere insegnata negl'asili, scuole, università di Udine, un corso all'università di Vienna e in altre università del mondo, uno dei maggiori friulanisti è stato il giapponese Yamamoto, dell'università di Tokio. Il Messaggero Veneto sempre sensibile per la storia del Friuli e al friulano, da spazio a lettera in friulano dei lettori, settimanalmente pubblica in friulano le rubriche di Francesco Sabucco e William Cisilino. A tal proposito il dottor Gervasutti, il 29 luglio 2018 scrive: "Cito in ordine di anzianità Ido Cibischino, Paolo Medeossi e Giuseppe Ragogna: li accomuna una sensibilità straordinaria nei confronti della nostra terra; l'hanno dimostrata con l'impegno profuso per molti anni in questo giornale, arricchendolo nel suo ruolo di voce friulana».In tutte le regioni d'Italia parlano i loro dialetti, non lingue e anche sui media nazionali si deve ascoltare il romanesco, napoletano, siciliano, pugliese e l'inflessione linguistica di tutti gl'altri; perchè si vuole dileggiare la lingua romanza friulana e vergognarsi di parlare il friulano? Ippolito Nievo già 170 anni fa definiva il Friuli Piccolo Compendio dell'Universo e tale è rimasto, in vetta alle classifiche di tutti i settori, per la sanità, l'industria, la scuola, la ricerca, l'università, la qualità della vita, per lo sport, non ultima quella di un giornale inglese, che oltre a elogiare il Friuli per le sue pecugliarità, tra queste inserisce anche la lingua friulana e definisce "Udine? Italy but not Italy". Il tessuto economico friulano eccelle con l'esportazioni in tutto il mondo, da quello cantieristico, siderurgico, arredamento, manifatturiero di ogni genere, che spazia dalle multinazionali, alla grande e piccola industria, artigianale, commerciale, agroalimentare, vitivinicolo. E questo è dovuto certamente alle prime generazioni di artigiani, commercianti, industriali, che parlavano il friulano, frequentavano scuole serali, autodidatti e l'inglese lo hanno appreso viaggiando nel mondo per presentare il loro prodotti. I Fogolârs friulani sorti più di cento anni fa in quanto a quell'epoca non era facile comunicare con i parenti, amici e i viaggi erano lunghi e costosi ed per questo motivo sono sorti, ma non sono morti, ma sono più vivi che mai, essendosi trasferiti online sui social. Numerosi sono i Fogolârs costituiti negli ultimi dieci anni da giovani friulani che si sono trasferiti in ogni parte del mondo, un'emigrazione qualificata, ingegneri , professori, architetti, periti, commerciali ,che hanno reso e rendono onore al Friuli nel mondo, a Tokio, New York, Shanghai, Hong Kong, Dublino, Dallas, Australia ed in altre sedi. I Fogolârs sono la storia e l'emblema del Friuli e li dobbiamo onorare, perché sono gli emigranti dei Fogolars che hanno permesso, di sostenere la miseria delle loro famiglie quanto il Friuli era una povera terra rurale, permettendo così, di diventare quello che è oggi. Pertanto prima di dileggiare, i Fogolârs, il sindaco di Udine, la lingua friulana e sottolineo lingua, questo bisognerebbe insegnare ai nostri giovani, ad amare il Friuli e a essere orgogliosi e riconoscenti ai primi emigranti partiti con la valigia di cartone, ai bisnonni, nonni, che parlando friulano e con sacrifici hanno permesso loro di usufruire del benessere economico, sociale e ambientale di cui godono. Furlans, fevelait furlan! Mario Fabris. Buttrio