Al Simposio di Vergnacco la magia dell'arte prende vita dalle pietre friulane

Martina Delpiccolo/ reana del rojaleL'arte dentro la pietra che attende di essere plasmata. Avviene ogni anno, a Vergnacco. Artisti di tutto il mondo danno forma alla contemporaneità e al nostro sentire. «Compie 25 anni il Simposio internazionale di scultura su pietre del Friuli Venezia Giulia - ricorda Roberto Cossettini, presidente del Circolo "Il Faro", ideatore e organizzatore del progetto, - con numeri emozionanti: 240 gli autori ospitati, più di 80 i Comuni che accolgono opere realizzate a Vergnacco, 600 gli artisti in attesa di partecipare».Otto le firme del Simposio d'argento che hanno scalpellato, inciso, levigato, ricavato un'anima e un racconto dalla pietra. Opere originali, presentate ieri dalla commissione artistica composta dalla coordinatrice dei Musei di Udine, Vania Gransinigh, dalla giornalista Laura Vianello e dal professore Lucio Tollis. A fare da guida, tra le opere, visitabili fino a dicembre nel Parco Sculture di Vergnacco, a Reana del Rojale, Piera Sgiarovello. Tra i temi raccontati natura, spiritualità, tensioni ed evoluzioni della vita, scaturite da pietre delle cave friulane.Arriva da Clauzetto la materia prima lavorata dal veneto Roberto Merotto. Il piede teso in avanti della Afrodite contemporanea svela la volontà di superare le difficoltà, rese con elementi scavati. La norvegese Anne Karin Krogevo ricava dalla pietra rosso-radica la forma della vita, nata da un seme. La bellezza, per il siciliano Pierluigi Portale, ha due volti opposti, di profilo, uniti dalla creatività e fluidità del pensiero. Omaggio alla vite, nei grappoli tra i capelli, e alla vita sono racchiusi nell'elegante liberty della coreana Yunmi Lee. Incontro-scontro di corpi racconta la danese Elisabeth Tronhjem, sofferenza che allontana e avvicina con un'incisione italiana e danese: «Lascia l'anima tua volare nella mia, e chiudiamo la porta». Volontà di rompere costrizioni e tensioni nello sloveno Arijel Strukelj. Forme organiche in evoluzione quelle dell'austriaca Katharina Mörth: mente aperta a giochi di luce e a un confine che è libertà-limite. Nasce da un canto l'opera del toscano Alessandro Marzetti, volto di donna che soffre la violenza. Simbolica la scultura collettiva per il 25º del Simposio: libri scritti dal Dna e dai quattro elementi della natura.«Un evento formativo, di confronto, irrealizzabile in studio - ha commentato Piero Mauro Zanin, presidente del consiglio regionale. Vergnacco è divenuto punto di riferimento globale per la pietra grezza friulana, solitamente usata nell'edilizia, che, assumendo nuova forma, si fa bellezza». --© RIPRODUZIONE RISERVATA