Un corso per recuperare l'arte di costruzione dei muri a secco

CLAUZETTOSono una ventina. Il più giovane è un ragazzo di 22 anni di San Pietro al Natisone. Il più anziano un 72enne del posto. Provengono dallo Spilimberghese e dal Maniaghese, ma non manca chi pur di raggiungere Clauzetto si fa decine di chilometri, arrivando dalle province di Udine e Gorizia. Ad accomunarli sono la passione per il recupero di un'arte antica e la tutela e la salvaguardia di un patrimonio, quello della cultura locale, che per tutti ha un valore inestimabile. Sono i corsisti del laboratorio "open air" di costruzione dei muri a secco promosso dall'associazione Antica pieve d'Asio in sinergia con l'Ecomuseo Lis Aganis e il Comune di Clauzetto. Laboratorio finalizzato appunto al recupero dell'arte antica e tutelata dall'Unesco della costruzione di muri a secco, una delle prime invenzioni dell'uomo.Questo metodo costruttivo si è diffuso in tutto il mondo abitato e ancora oggi è difficile rimanere insensibili di fronte alla bellezza e al fascino che esprime questo tipo di costruzione. Non c'è mai un impatto estetico contrastante con i luoghi circostanti, anzi spesso è addirittura accresciuto il valore paesaggistico del contesto. In più, nulla come la costruzione in pietra a secco rappresenta l'unicità del manufatto, assolutamente irripetibile. Per questa ragioni, il sodalizio clauzettano ha deciso di dedicare a questa tecnica di costruzione un laboratorio che si ripete da sette anni, sempre portando con sé un carico di entusiasmo e lasciando sul territorio un'impronta di novità. «Per tre sabati consecutivi i corsisti impareranno e affineranno questa tecnica - spiega il presidente della Antica pieve d'Asio Vieri Dei Rossi - e al contempo metteranno in pratica quanto appreso recuperando tratti della viabilità storica di Clauzetto, sistemando i muri costruiti in pietra a secco dell'antica "clapadorie" che dalla località Borcjonarie portava a Pradis. "Clapadorie" inutilizzata ormai dai tempi del terremoto del 1976 e che una volta sistemata consentirà agli appassionati escursionisti di raggiungere Pradis evitando di percorrere la provinciale». --g.z.© RIPRODUZIONE RISERVATA