Scivola per una cinquantina di metri e si salva

verzegnisUn gemonese di 66 anni ieri è stato soccorso dopo una caduta che gli ha procurato gravi ferite alla testa e contusioni. Poco prima era scivolato per una cinquantina di metri, fermandosi prima di un salto di roccia che, secondo i tecnici del Soccorso alpino, avrebbe potuto essergli fatale. La chiamata è arrivata al 112 verso le 13 dal suo compagno di escursione che lo aveva visto precipitare dalla cresta del Monte Verzegnis (in particolare tra il Monte Verzegnis e Casera Val), lungo il sentiero Cai 806, a quota 1.650 metri. Dopo aver messo male il piede, l'uomo è ruzzolato lungo un ripido pendio per circa cinquanta metri, fermandosi poco sopra un salto di una decina di metri. Il 66enne, nonostante le ferite, è riuscito a spostarsi qualche centimetro lontano dal bordo del salto e a rimanere cosciente fino all'arrivo dei soccorritori. Questi ultimi sono arrivati con l'elicottero del 118 e hanno raggiunto il pendio. Il tecnico di elisoccorso ha allestito un punto di ancoraggio per la corda conficcando una picozza nel terreno: questo per far operare medico e infermiere in sicurezza, consentire le operazioni di stabilizzazione del paziente e facendo sì che potesse essere caricato sulla barella in un punto dove lo spazio era molto limitato. Oltretutto, la temperatura percepita sul pendio, anche per l'effetto ventilazione provocato dalle pale del velivolo, era di circa cinque gradi. Al campo base di Sella Chianzutan attendevano pronte a portare rinforzi le squadre di terra della stazione di Forni Avoltri e della Guardia di Finanza, ma poi il loro intervento no è stato necessario. L'intervento è terminato verso le 14.30.Un secondo soccorso, sempre nella giornata di ieri, è stato fatto a Lusevera. Un udinese di 53 anni si è trovato in difficoltà sul Cuel di Lanis. Partito al mattino da Pers per risalire il versante sud della cima, ha sbagliato sentiero imboccando una traccia nera (sono percorsi senza segnavia del Cai, non molto battuti, a volte segnati sulle cartine con una linea nera tratteggiata) e un centinaio di metri sotto la Cima, non sapendo orientarsi, ha cominciato a scendere, rimanendo però bloccato su pendii ripidi ricoperti di erba scivolosa lungo i quali, in caso di caduta, sarebbe stato impossibile fermarsi. Prudentemente ha chiamato il 112. La centrale Sores ha attivato le squadre di Udine del Soccorso Alpino e l'elicottero della Protezione Civile. Tre uomini hanno raggiunto in quota l'escursionista - che era in buone condizioni ed era dispiaciuto per l'accaduto - e l'hanno riaccompagnato a valle. --a.r.