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Il ricordoDon Giuseppe Driuliniprete dimenticatoHo avuto modo di conoscere e di apprezzare, grazie a una pubblicazione ormai "vetusta" de "La Panarie", la vita e l'opera di un sacerdote quasi dimenticato: don Giuseppe Driulini, soprannominato Sef di Lene. Nato a Fraelacco il 29 marzo 1854, fu ordinato sacerdote a ventisei anni, avendone trascorsi tre di servizio militare in Sicilia. Dal 1880 iniziò la sua attività di ministro della fede: fu ad Amaro, a Vendoglio, a Lusevera, parroco a Castions di Strada, cappellano a Leonacco e a Farla di Maiano, dove lo sorprese l'invasione austro-ungarica dell'ottobre 1917; successivamente fu a Cerneglons e a Bonzicco (cappellano) frazione di Dignano al Tagliamento. Si spense nel suo paese natale il 6 gennaio 1949 e qui è sepolto. La produzione letteraria di don Driulini è abbondante e nei suoi versi, "frutto del temperamento sensibile ed impulsivo dello scrittore", si può cogliere anche uno spiccato carattere satirico.Infatti egli colpì soprattutto gli ipocriti, i profittatori, i violenti, specialmente in alto "dove gli intrighi meglio allignano". Particolarmente significative del suo estro poetico sono "Le Floreanadis" che non risparmiano personalità più o meno in vista della politica nazionale e locale degli anni'20 del secolo scorso. Alessandro SandraSeveglianoLa crisi idricaLa siccità frantumale nostre illusioniIn questo periodo elettorale rincorriamo le informazioni senza mai approdare ad una vera conoscenza dei problemi che ci affliggono. Povero Heidegger, che definiva il tratto fondamentale dell'esperienza umana "L'essere nel mondo", quindi capire le cose farsi protagonista nei processi relazionali tra problemi e soluzioni. Ma ancora cosa deve succedere perché i nostri amministratori affrontino i fenomeni complessivi delle strutture idrauliche territoriali, la siccità di questi mesi stanno frantumando le nostre illusioni, la nostra storia con l'acqua sta prendendo una direzione che dobbiamo assolutamente comprendere valutare e di conseguenza agire. Mi piace ricordare una bellissima frase di Marguerite Yourcenar: «Così, con un gesto devoto, bere acqua nel cavo della mano o direttamente, fa sì che penetri in noi la magia e il segreto della terra». Giuseppe Marcuzzigruppo ambientalistaTerra Nobis di AielloInpsEcco come prendereappuntamentoColgo l'occasione offerta dalla lettera di Daniela Boz, pubblicata il 22 agosto scorso su questa testata, per fornire alcune precisazioni sulle diverse modalità di contatto con l'utenza che l'Inps ha avviato prima ancora dell'emergenza pandemicaL'Istituto aveva, infatti, già deciso dal 2019 di procedere all'erogazione delle informazioni tramite appuntamento programmato con l'utente. Questa scelta ha due finalità: da una parte evitare il formarsi di lunghe e disagevoli code di attesa per il cittadino, come era prima consuetudine, dall'altra garantire un servizio migliore per una risposta completa da parte dell'operatore che ha il tempo necessario per verificare preventivamente la tematica oggetto dell'appuntamento e, in alcuni casi, di anticipare la risposta previo contatto telefonico senza che l'interessato si debba spostareGià la conferma di un servizio erogato in un brevissimo arco temporale dimostra l'efficienza del sistema adottato. Per favorire un facile accesso alla prenotazione, ed evitare il più possibile il fastidioso effetto imbuto legato alle decine di milioni di cittadini che si rivolgono all'Inps, l'Istituto si è dotato di più modalità per prendere l'appuntamento. Esse vanno dal tradizione call center all'apposita app sul cellulare, dall'accesso al sito dell'inps fino al neocostituito Sportello di Prima accoglienza, che si trova presso le sedi territoriali Inps. Tali canali forniscono delle valide alternative a seconda della preferenza del singolo cittadino, nella consapevolezza che non tutti hanno dimestichezza con il digitale. Colgo anche l'occasione per chiarire che lo smart working, modalità lavorativa che si è affiancata in Inps al lavoro in presenza già prima dell'emergenza sanitaria dando, poi, un contributo decisivo per bloccare la diffusione del Covid 19, non interferisce in alcun modo con il servizio allo sportelloOgni sede, infatti, programma le attività in presenza e da remoto con il prioritario obiettivo di rispondere alle esigenze dell'utenza che richiede gli accessi in sede con le modalità sopra descritte. Monica FerriTeam informazioni istituzionalie relazioni con il pubblicoInps