È diventata un film la marcia di tre amiche «E ora difendiamo l'amato Tagliamento»

Guglielmo ZisaPINZANO AL TAGLIAMENTOIl Tagliamento è l'ultimo corridoio fluviale intatto delle Alpi, oggetto di studi da parte della comunità scientifica internazionale, sulla base dei quali sono stati avviati progetti di rinaturalizzazione di fiumi europei ormai compromessi. Un ambiente straordinario dal punto di vista paesaggistico ed ecologico. Ragioni che sono valse un'impresa: quella portata a termine a maggio, sotto l'egida del comitato Arca, di tre socie del sodalizio ambientalista e appassionate podiste, residenti fra Pinzano al Tagliamento e Flagogna di Forgaria: Cristina Chieu, Irene Chiaradia e Tanja Beinat, pinzanesi le prime due, della frazione del comune udinese la terza. La loro impresa è diventata un racconto per immagini, un docufilm, realizzato dal videomaker Sandro Moschino. Sarà presentato in anteprima venerdì 2 settembre, alle 20.30, nello storico Hospitale a San Tomaso di Majano.Unite dalla passione per la corsa e dall'amore per il territorio in cui sono nate e cresciute e che desiderano rimanga immacolato, le tre amiche sono state ideatrici e protagoniste di "In marcia con il Tagliamento" , impresa sportiva che le ha viste percorrere in quattro tappe i 194 chilometri che separano la sorgente dalla foce del Tagliamento, la cui naturalità potrebbe essere messa in pericolo dall'intervento dell'uomo. «Sandro ha percorso con noi il tragitto che dal passo della Mauria ci ha portate a Lignano, riprendendo le nostre emozioni e quelle di quanti, tantissimi, lungo le quattro tappe ci hanno fatto compagnia» raccontano le tre amiche. Una lunga passeggiata la loro, nata allo scopo di sensibilizzare le comunità rivierasche e le istituzioni sull'importanza della salvaguardia dell'amato fiume. Alle tre amiche si sono uniti vari podisti - una cinquantina - che hanno accompagnato Tanja, Irene e Cristina nel lungo cammino, oltre a duecento persone appartenenti a società sportive amatoriali, ma anche canoisti, ciclisti, cavalieri e camminatori che le hanno seguite per qualche chilometro.«Il Tagliamento è nel cuore di tutti i friulani: ha segnato la nostra geografia, storia, cultura - sottolineano le protagoniste dell'impresa - . La sua importanza va oltre il Friuli: è uno dei maggiori corridoi ecologici d'Europa, studiato da ricercatori di tutto il mondo, che lo prendono come modello per riportare altri fiumi a uno stato più naturale». «Pensare che la naturalità dell'ultimo grande fiume selvaggio delle Alpi possa essere messa in pericolo dall'intervento dell'uomo ci ha spinte a questa impresa sportiva, che per noi ha una valore ancor più grande: sensibilizzare le comunità e le istituzioni a lasciare il nostro bel fiume così com'è» concludono le tre amiche. --© RIPRODUZIONE RISERVATA