Silvia per il 2025 scommette sui percorsi archeologici da far visitare senza fretta

la curiositàLuigi MurcianoCapitale Europea della Cultura 2025 diventa argomento per una tesi di laurea. E, con essa, le sue potenzialità di sviluppo cicloturistico. L'intuizione è della studentessa sagradina Silvia Burattini, laureatasi nei giorni scorsi con il massimo dei voti - e cum laude - in Scienze e Tecniche del Turismo Culturale all'Università di Udine, dove ha discusso la tesi "Capitale europea della Cultura Gorizia-Nova Gorica 2025: la valorizzazione del patrimonio culturale locale per un evento senza confini".«Mi ha spinto l'amore per Gorizia - dice la neodottoressa - e per il territorio circostante, dove sono nata e cresciuta, oltre all'interesse che, da sempre, ho riservato per la particolare storia confinaria che caratterizza le due "città gemelle", che costituisce un unicum nel panorama europeo. Mi ha colpito, inoltre, il significato profondo che sta alla base della candidatura, quello di una cooperazione territoriale senza confini». Dopo aver proposto una panoramica sulla nascita dell'evento e sui significati che racchiude, Burattini ha ripercorso le tappe della storia di Gorizia e Nova Gorica, dedicando attenzione agli anni della creazione del muro, che portò a separazione di affetti. «Analizzando il Bid Book contenente tutti i 60 progetti e i 600 eventi previsti da qui al 2025 emerge il filo conduttore dell'evento, ovvero la cooperazione tra Italia e Slovenia e il superamento delle barriere transnazionali. Mi sono concentrata - racconta - sul territorio e l'importanza della valorizzazione dei siti archeologici minori. Il Friuli Venezia Giulia e l'area slovena hanno un patrimonio archeologico ricco e accanto ai siti più conosciuti, come Aquileia, Grado, Zuglio, ce ne sono altri di importanti, anche se più piccoli e meno noti. Nonostante il ricco patrimonio, il turismo archeologico è in regione ancora un settore di nicchia e il 2025 rappresenta quindi un'opportunità». A tal scopo Burattini ha deciso di proporre l'itinerario "Emozioni di confine: un percorso tra storia e archeologia" dal sapore transfrontaliero nonché cicloturistico, pensato in un'ottica di fruizione lenta del territorio, che si contrappone al classico turismo "mordi e fuggi". È diviso in due parti e percorribile in più giornate: la prima parte va da Gorizia, con la visita al castello e alla collezione archeologica, fino ad Aidussina, dove è possibile visitare l'antico castrum romano; la seconda vede la partenza sempre da Gorizia e le tappe sono Gradisca d'Isonzo, con le sue mura veneziane, i resti della fortezza e un piccolo lapidarium il Castellazzo di Doberdò, un antico castelliere risalente all'età del Bronzo Medio, per poi arrivare nel sito archeologico della villa rustica romana di Ronchi, dove ammirare i resti di mosaici pavimentali, per poi proseguire verso Monfalcone con la Rocca e ai resti delle Terme romane. --© RIPRODUZIONE RISERVATA