Si gioca in casa il derby Padovan-Pardini Lui è in maggioranza lei all'opposizione

LA STORIAenri lisettoCinque anni fa Monica Padovan scese in campo col Pd e si posizionò quinta con 70 preferenze. Cinque anni fa Gabriele Pardini tornò in competizione con la civica Azzano 33082 ottenendo 110 voti personali e terza posizione. Monica Padovan sosteneva il candidato sindaco Marco Putto (centrosinistra) e, da consigliere di maggioranza, ottenne le deleghe a patrimonio, manutenzioni e politiche europee. Gabriele Pardini, che sosteneva Angelo Segatto (centrodestra) che perse per un soffio, andò all'opposizione.Cinque anni dopo le posizioni si sono invertite. Monica Padovan è la pasionaria del Pd, Gabriele Pardini il regista della civica Azzano 33082. Entrambi capolista. Il candidato del centrosinistra Enrico Guin è stato sconfitto da quello di Fratelli d'Italia - lista civica, Massimo Piccini. E le parti si sono invertite. Monica Padovan è passata all'opposizione, Gabriele Pardini in maggioranza, neoassessore con le... stesse deleghe della consigliera dem, patrimonio, manutenzioni, ma anche viabilità e trasporti.«Ereditieri», scherzano. Perché Monica Padovan, 47 anni, e Gabriele Pardini, 62, convivono dal 2001. Una in maggioranza e l'altro all'opposizione prima, una all'opposizione e l'altro in maggioranza, poi. Adesso, da quindici giorni.Macinano politica da sempre. Monica Padovan - figlia d'arte dell'ex consigliere regionale dell'allora Pci e segretario della Cgil Giannino - è impiegata in uno studio di consulenza, Gabriele Pardini - già consigliere e assessore tra il 2002 e il 2012 -, tecnico-commerciale.«Sono cresciuta nella sede del Pci, ho sempre seguito mio padre. Cinque anni fa e il mese scorso ho voluto dare il mio contributo perché ci credo».Fu proprio lei a dire a lui, vent'anni fa: perché non provi a candidarti al consiglio comunale? Fu eletto al primo colpo. Cinque anni fa gli era stato chiesto di ricandidarsi essendo considerato un valore aggiunto, nonostante fosse rimasto in frigorifero per cinque anni.Il patto iniziale era: vietato parlare di politica a casa. È stato superato. Ora ad Azzano Decimo circola una battuta: «Pardini è l'assessore più controllato». Perché l'opposizione ce l'ha in casa.Il neoassessore ha assistito allo spoglio sul campo, tra i seggi: «Alle 11.20, guardando i pacchetti di schede suddivisi, ho chiamato gli amici dicendo: abbiamo già vinto».La consigliera delegata uscente, come da tradizione, ha seguito le operazioni dallo studio di Pordenone, in viale Trieste: «Da lì era partito anche Sergio Bolzonello. Ho visualizzato i messaggi e mezzora dopo la chiusura delle urne, essendo evidente la sconfitta, sono tornata nella sede elettorale».«Non gli ho parlato per due giorni», dice lei.«Come se fosse stata colpa mia», ribatte lui.All'indomani dello spoglio Monica Padovan è tornata al lavoro senza proferire parola. «Ho avuto bisogno di due giorni per somatizzare».Gabriele Pardini, ovviamente, era al settimo cielo: «Buongiorno!», disse senza ottenere risposta. «Più che una rivincita è un ripristino dei giusti ruoli», rilancia. «Perché il 60 per cento degli azzanesi è di centrodestra».48 ore dopo è stato raggiunto l'accordo di pace. Come cinque anni prima.Si passa all'analisi politica.«Le divisioni non hanno mai giovato, in questo caso sì», premette Pardini. «Non avere ricompattato il centrodestra per scelta, dopo esserci visti imporre un candidato dalle segreterie provinciali, ci ha premiati. Perché abbiamo deciso di agire dal basso, candidando uno di noi, Massimo Piccini. E anche al ballottaggio siamo stati coerenti, vincendo da soli».«Gabriele ha ritrovato l'entusiasmo, è la sua rivincita rispetto al tradimento che aveva ricevuto in passato», conferma Monica Padovan.Poi torna in casa sua, il Pd. «La prima volta sono stata in maggioranza, ora all'opposizione. Il ruolo è comunque stimolante, controllore. In campagna elettorale abbiamo cercato di dare il massimo, proponendo un programma elettorale concreto, con un candidato sindaco, Enrico Guin, scelto in maniera serena». Serenissima, no, visto che ci sono stati degli addii. «Non vediamo tutto in maniera negativa. Da qui si riparte per aprire il partito alle nuove generazioni e a chi si era allontanato nel tempo, forse perché eravamo troppo concentrati nelle attività amministrative. La personalizzazione del partito non porta da alcuna parte, io credo in una squadra».In maggioranza o all'opposizione, va bene lo stesso, «almeno quando hai la passione per il tuo paese».Si parla di politica, a casa Pardini/Padovan? «Di amministrazione e cose fatte e da fare bene. Comunque vada, prevale il senso civico e la responsabilità per la miglior strada da intraprendere. Ci scambiamo opinioni e suggerimenti e continueremo così».Ma le schermaglie non mancano, anche a urne chiuse. «Io faccio opposizione. Non è che con l'assessore in casa mi risparmio». Immaginate chi ha parlato. «Lui e Massimo Piccini hanno fatto opposizione minima, per cinque anni. Faranno il loro, io farò il mio».La replica è a stretto giro: «Tre proposte? Tremila! Tanto la risposta era sempre la stessa: ci avevamo già pensato noi. Infatti... abbiamo visto com'è andata».La campagna elettorale ha fatto emergere un elemento: «Giocando con le parole e gli slogan tutti in primavera si erano innamorati di Azzano Decimo».Pardini/Padovan all'unisono: «Adesso lo vedremo».Monica e Gabriele hanno condotto una campagna elettorale tradizionale, porta a porta. «Riconosco a Monica una grande operatività sia in amministrazione sia in campagna elettorale», dice il neoassessore. Poi continua: «Ma il rumore della mia Vespa si sente dappertutto. Sono un assessore atipico, il ricevimento del pubblico non ha orario, il contatto con i cittadini è diretto. Non possono venire in municipio? Non è un problema, vado io a casa loro».Monica lo guarda e sorride. Lascia intendere che la sfida sarà interessante. --© RIPRODUZIONE RISERVATA