L'idea: una fondazione per la Guarneriana L'opposizione insorge

Anna CasasolaSan daniele. «Giù le mani dalla biblioteca». È il messaggio lanciato da Fabio Spitaleri, capogruppo di San Daniele Bene comune, al sindaco Pietro Valent che vuole separare giuridicamente e fisicamente Biblioteca moderna e antica per permettere, attraverso la creazione di una Fondazione che gestisca l'antica, una migliore valorizzazione di quest'ultima. Un argomento, quello relativo alla biblioteca, arrivato in Consiglio per l'ordine del giorno presentato congiuntamente dai gruppi di opposizione, «altrimenti - prosegue Spitaleri - in questo consesso il sindaco non ne avrebbe neppure parlato». Nella seduta consiliare di ottobre, nell'ambito dell'illustrazione di una variazione di bilancio, Valent aveva riferito di uno studio di fattibilità relativo all'edificio che ospitava l'Ipsia D'Aronco che prevedesse oltre al nuovo archivio comunale degli spazi per poter accogliere la Biblioteca moderna, oggi sita in pieno centro storico. Da un approfondimento sulla questione era emerso poi che gli spazi lasciati liberi dalla Moderna sarebbero stati utilizzati per ospitare delle esposizioni atte a valorizzare la vera perla della città, ovvero l'Antica biblioteca Guarneriana. «L'amministrazione - ha confermato Valent - vuole separare la moderna dall'antica per slegare quest'ultima dai lacci che comporta la burocrazia di un ente pubblico. Vincoli che non permettono al Comune di valorizzarla appieno». Il disegno di Valent è molto preciso: «Bisogna separare le due biblioteche creando un ente che gestisca esclusivamente l'Antica». A tal proposito Valent ha citato l'esempio della Fondazione Aquileia. «Una fondazione - ha spiegato il sindaco - dove la leadership dovrebbe rimanere alla comunità di San Daniele». Ma su questo progetto la minoranza è letteralmente insorta annunciando che saranno prese tutte le iniziative possibili per coinvolgere tutti i cittadini e le associazioni. Sul fatto che non sia necessario spostare la moderna per avere nuovi spazi espositivi, l'intervento di Carlo Toppazzini (Civica 18 San Daniele): «Abbiamo a disposizione come minimo mille metri quadri se si considerano gli spazi attualmente inutilizzati dalla Moderna e quelli che saranno realizzati all'interno del costruendo Teatro Ciconi». «Non si capisce quale sia lo scopo principale di questa operazione - ha affermato Consuelo Zanini, Innovare San Daniele -: creare una fondazione significa creare un ente terzo al quale deve essere conferito un patrimonio. Quale? Quello affidato alla comunità da Guarnerio e che San Daniele custodisce da 552 anni?». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI