L'Udinese cambia assetto societario Il club: con il Fisco vertenza risolta

Dal 1° marzo 2016, in piena bufera giudiziaria, la famiglia Pozzo passa dal controllo indiretto dell'Udinese calcio attraverso il trust Calumag, a un controllo «pieno e dichiarato». A sostenerlo è il quotidiano "la Repubblica", in un servizio pubblicato martedì, sulla base di una serie di documenti, interni e riservati, che consentono di ricostruire le trasformazioni dell'assetto proprietario della società bianconera. O meglio, della «parte della sua articolata galassia rimasta coperta» agli stessi investigatori che, in Friuli e in Spagna (dove i Pozzo possiedono il Granada fino al 2016), da tempo indagano sulle operazioni finanziarie del gruppo.A spingere il patron Giampaolo e suo figlio Gino - che fino a quel momento avevano detenuto appena lo 0,57 per cento delle quote - a modificare gli assetti, secondo Repubblica, sarebbe stato proprio il faro acceso dalla Guardia di finanza di Udine e dalla Policia Nacionàl spagnola sulle loro attività. Cambiare significa «sganciare» le squadre - oltre all'Udinese e al Granata, anche il Watford - dalla Axios, società con sede in Lussemburgo «cui resta tuttavia attaccata la cassaforte con il denaro».La società che protegge i soldi - scrive il quotidiano romano - si chiama Hidden Owl: è detenuta al 50 per cento dal trust Calumag (istituito nel 2009, a Londra, dal Verifides Trust Services Ltd, e di cui sono beneficiari «tutti i figli avuti da Gino Pozzo alla data di istituzione») e ha sede a Dubai, nello schedario numero 4EA-720, in un ufficio della Dubai Airport Free Zone. Un documento interno della Hiden Owl - riferisce Repubblica -, datato 7 novembre 2016 e autenticato dal notaio londinese Kyriaki Manica, certifica che al 1° gennaio 2016, sui conti correnti della società c'è una liquidità di 66.292.959 euro. E che 61.076.250 euro sono «somme dovute a parti correlate (...) pagabili comunque a Gino Pozzo». Anche l'altro 50 per cento è dei Pozzo, attraverso il trust Well istituito nel 2014 a Dublino: fiduciaria è la Aurea Consulenti Associati di Raffaele Riva (già ad del Watford e indagato in Spagna) e beneficiai sono Gino Pozzo, la sorella Magda e i loro discendenti.A Udine, intanto, l'inchiesta per frode fiscale a carico dell'Udinese è ancora aperta. Stabilita in poco più di 11,5 milioni di euro la somma che la società deve versare all'Agenzia delle entrate per sanare il contenzioso, la Procura ha congelato il fascicolo in attesa che il debito tributario sia completamente estinto (il pagamento è stato rateizzato). Una volta definita la vertenza amministrativa, le parti riprenderanno in mano i termini del patteggiamento nel frattempo abbozzato per chiudere il procedimento penale.«Gli accordi con il Fisco italiano hanno ampiamente risolto tutti i temi fiscali - afferma in una nota l'Udinese, parlando di «allusioni prive di fondamento» -; il patrimonio della famiglia Pozzo, così come la sua legittima gestione, è da considerarsi privato come quello di qualsiasi cittadino e famiglia, e la violazione della privacy conseguente alla pubblicazione di dati bancari riservati è inaccettabile, inopportuna e ingiustificata».