Vandali contro il murale dell'Anpi

di Sigfrido CescutwTRAMONTI DI SOTTOQuesta volta non si sono impegnati a tracciare, con vernice nera, scritte inneggianti al fascismo e ai fucilatori della X Mas. Per recare sfregio alla Resistenza e al murale che la rappresenta all'inizio della salita per il villaggio di Palcoda, sono ricorsi a una secchiata di vernice bianca, tirata contro il muro di contenimento, dipinto con scene di lotta partigiana. In tal modo hanno coperto la firma, di ispirazione pasoliniana, del murale: «La meglio gioventù - Anpi Spilimberghese "Virginia Tonelli"-Comune di Tramonti di Sotto-2 aprile 2017». L'idea di dipingere il murale ispirato alla Resistenza contro il nazifascismo, era nata un anno fa. Nell'occasione il sindaco di Tramonti di Sotto Giampaolo Bidoli - assieme a molti iscritti all'Anpi, ad amministratori pubblici e famiglie della val Tramontina - era salito a Palcoda per ricordare la Resistenza e i comandanti partigiani caduti in quella località. Gli escursionisti della Resistenza, all'attacco del sentiero, si erano imbattuti in una scritta tracciata con lo spray nero per inneggiare ai fascisti della X Mas, fucilatori di partigiani. Proprio a Palcoda, in quell'occasione era nata l'idea di dipingere il murale della Resistenza su quel muro imbrattato di scritte fasciste. Poco prima della successiva Festa del 25 aprile per la Liberazione, il dipinto era stata realizzato da Alfredo Pecile, scultore, Guido Carrara e Fabio Varnerin, fumettisti, Sylvain Decavel, Paolo Primon e Bjliana, muralisti, Lucia Pinat, pittrice. Domenica, la scoperta del nuovo sfregio. A farla, ancora il sindaco Giampaolo Bidoli e decine di manifestanti Anpi che, dopo aver reso omaggio, nel cimitero di Tramonti di Sotto, ai 10 partigiani fucilati dalla X Mas, si stavano recando a Palcoda per ricordare la Resistenza della Repubblica partigiana della Carnia e i caduti per la libertà in quel villaggio fra i monti. «Si tratta di un inqualificabile atto di violenza su un'opera d'arte - ha commentato Bidoli -, dipinta per ricordare e attualizzare i valori della lotta partigiana di liberazione dal nazifascismo, in un luogo simbolo della Resistenza come la val Tramontina e, in particolare, il borgo di Palcoda. Siamo saliti fin lassù per deporre una corona di alloro sulla targa posta sul campanile a ricordo di Giannino Bosi "Battisti" medaglia d'oro al valor militare, comandante della divisione Garibaldi Sud Arzino, caduto in combattimento a Palcoda il 9 dicembre 1944 con la sua compagna Jole De Cilia "Paola" medaglia d'argento. Li abbiamo onorati assieme a Eugenio Candon "Sergio", medaglia d'oro, commissario politico della divisione Garibaldi Sud Arzino, caduto in combattimento nella vicina Tamar il 6 dicembre 1944, con Edo Del Colle "Iena", croce al valor militare». «Il villaggio abbandonato di Palcoda - conclude il sindaco Bidoli - è un simbolo della Resistenza a nazismo e fascismo, ed è per questo motivo che i neofascisti di oggi continuano a sfregiarne la memoria». Tutti i partecipanti all'escursione si sono subito impegnati a far ridipingere la porzione di murale sfregiata da anonimi, organizzati. È probabile che siano gli stessi che avevano tracciato la precedente scritta fascista. ©RIPRODUZIONE RISERVATA