Bain Capital compra Heta Salvi 90 posti di lavoro

di Maurizio Cescon wUDINE Bain Capital, società americana di private equity, specializzata in acquisizioni, venture capital e investimenti alternativi, entra per la prima volta nel mercato italiano nei Npl (Non performing loans, i crediti deteriorati) con l'acquisto di Heta Asset Resolution. La trattativa con il governo austriaco (la società con sede a Tavagnacco era di proprietà del Ministero delle Finanze di Vienna, ndr) è andata a buon fine nelle scorse settimane. Bain Capital alla fine si è aggiudicato Heta grazie alla sua migliore offerta economica, a fronte di una decina di gruppi, tra i quali un paio italiani, interessati all'affare. Salvi quindi i 90 posti di lavoro, figure professionali quali i gestori di crediti con competenze legali, immobiliari e finanziarie che operano negli uffici del secondo e terzo piano del "palazzone" di vetro e cemento, sede anche di Hypo Italia. La nuova società cambia nome, si chiamerà "Aquileia Capital Service", per identificare subito il radicamento sul territorio. Il management - l'amministratore delegato Alfredo Balzotti e il vice direttore generale Giampaolo Corea - è stato confermato dalla proprietà americana. E' proprio l'Ad Balzotti, a capo di Heta dall'ottobre 2013, a illustrare i piani della società "Aquileia Capital Service". Balzotti ha una consolidata esperienza nel settore, è laureato in Economia e Commercio all'università La Sapienza di Roma, dottore commercialista e revisore dei conti e ha maturato esperienza in Sgr dal 2007 dove ha ricoperto la carica di consigliere di amministrazione e le funzioni di chief financial officer e risk manager. In precedenza aveva lavorato per cinque anni presso Archon group Italia (Goldman Sachs), come direttore finanza e operazioni, nonchè consigliere di amministrazione, oltre che un biennio in Mediocredito centrale e 7 anni in PriceWaterhouseCoopers. «Questa società - dice - è nata da un "conferimento" di Hypo Italia nel febbraio del 2012, con l'idea di gestire le sofferenze dell'istituto. In parole povere una bad bank. Poi c'è stata la vicenda, anche giudiziaria, dei contratti non in linea con le regole e io sono arrivato in Friuli con il cambio dei dirigenti che fu deciso dal socio austriaco. Anche noi, come Hypo, avremmo dovuto andare verso la liquidazione, ma grazie a un processo virtuoso che abbiamo innescato e portato avanti, siamo diventati appetibili per diversi investitori internazionali. Così siamo riusciti a far vendere Heta al gruppo Bain Capital. Il colosso americano, con la sua filiale europea a Londra, grazie a noi entra nel mercato italiano dei crediti deteriorati. Per loro "Aquileia Capital Service" è un punto di partenza per fare nuovi investimenti nel nostro Paese. Lavoreremo per conto esclusivo del nostro azionista che punta ad acquistare pacchetti di Npl nel Nordest e in Lombardia e noi avremo il compito di gestirli. E' un mercato interessante, ci sono margini per consolidarci e crescere. Adesso ci sarà una fase di assestamento, ma non è escluso che in futuro potremo assumere ulteriori risorse umane, oltre ai 90 dipendenti che ci sono attualmente, con un'età media sui 40 anni». Tra portafoglio diretto e quello per conto terzi, la società con sede a Tavagnacco può contare su circa 1,1 miliardi di euro di valore nominale. Poi starà appunto alla capacità della gestione riuscire a ottenere il massimo dai Npl in portafoglio. «Puntiamo ad acquisire altri portafogli di Npl - conclude Balzotti - nella nostra area di riferimento e in Lombardia. E anche crediti in sofferenza nel mondo del leasing». ©RIPRODUZIONE RISERVATA