«Foibe, se i giovani non sanno la colpa è di tutti»

«Siamo tutti colpevoli per non avere ricordato la sofferenza delle foibe e degli esuli». È il sindaco, Furio Honsell, a lanciare un sasso nel lago della Memoria. Lo fa all'indomani del Giorno del ricordo: al netto delle polemiche sulla preparazione dei ragazzi, è il comitato provinciale dell'associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia a ricordare sacrifici inspiegabili, assassini e martiri che non troveranno mai giustizia. Oltre una cinquantina di persone si è riunita ieri mattina intorno al cippo commemorativo sistemato all'interno del parco dedicato alle vittime delle foibe, in via Bertaldia. Sulle note scandite dall'Aquileiensis chorus, diretto da Ferdinando Dogareschi, il pensiero è andato a quegli anni terribili, anni di violenza e paura. «Le foibe erano il sacrificio estremo – racconta Silvio Cattalini, presidente provinciale dell'associazione –, ma ci sono martiri impiccati, trucidati. C'è la città di Zara completamente distrutta per motivi politici: Zara era una spina nel fianco della Jugoslavia di Tito perché era l'ultima e più piccola provincia italiana». Con i propri occhi di ragazzo 17enne, Cattalini vede scoppiare sotto il colpo di una bomba il traghetto su cui era imbarcata la zia, uccisa in un vano tentativo di fuga. «Sono andato personalmente con un barcaiolo a riconoscere il corpo – ricorda –: galleggiava a braccia aperte in mezzo al mare». Sono intervenuti fra gli altri anche il presidente del consiglio provinciale, Fabrizio Pitton, il prefetto vicario Francesco Palazzolo e il sindaco di Grimacco, Eliana Fabello. Michela Zanutto ©RIPRODUZIONE RISERVATA