Sel col centrodestra maggioranza battuta L'ira di Serracchiani

TRIESTE Uno shampoo. Ma non è proprio quello che cantava Giorgio Gaber. È una lavata di testa vera che la presidente Debora Serracchiani fa a Sel, partito alleato del governo regionale. Poche ore dopo è tutto rientrato, ma il minuto nel quale la presidente in Aula alza il dito, chiede di sospendere i lavori e chiama a rapporto la maggioranza, fanno scendere in Consiglio il gelo. E scatenano l'ilarità del centrodestra che per la prima volta vede andar sotto, ai voti, il centrosinistra. Accade tutto la mattina, forse anche l'ora porta i vendoliani a distrarsi. In discussione c'è un emendamento al Rilancimpresa, la riforma approvata ieri, che chiede di introdurre la clausola valutativa, una misura cioè che consenta di monitorare e valutare i risultati ottenuti dalla legge, così da poter apportare eventuali modifiche. Il centrosinistra non ha previsto la norma, è un dettaglio. Ma la richiesta viene dal Movimento cinque stelle e a metterci lo zampino è il capogruppo di Fi Riccardo Riccardi, presidente del Comitato di controllo per la legislazione. È lui a suggerire ai pentastellati e a Stefano Pustetto (Sel), componente del Comitato, a presentare l'emendamento, prima richiesta del genere. La richiesta approda in Aula, i vendoliani fuori dall'Aula provano a convincere la giunta che la norma s'ha da mettere, ma non c'è nulla da fare. Pustetto non può rimangiarsi la firma e comunque ormai ne ha fatto una questione di principio. Si andrà ai voti. Prova nemmeno tanto difficile da superare se i consiglieri di maggioranza sono tutti in sala. Non è andata così. Giulio Lauri, capogruppo di Sel, dà il via libera ai suoi per approvare l'emendamento e non si accorge che l'Aula non è proprio gremita. E così per la prima volta dal maggio 2013 il centrosinistra va sotto, schiacciato dal centrodestra, dal M5s e da Sel che fanno approvare la clausola valutativa. Serracchiani chiede time out, il vicepresidente Sergio Bolzonello resta a bocca aperta, il capogruppo del Pd Cristiano Shaurli è trasfigurato. Mentre il centrodestra se la ride. la presidente chiarisce a quattr'occhi con i suoi. Impossibile lasciar passare. Cronisti armati di telecamere e taccuini si radunano fuori dalla sala riunioni, per tendere un "agguato" alla presidente. Che non si sottrae, anche se lo sguardo mal cela il nervosismo. «C'è stata un piccola incomprensione, ma è un fatto ininfluente – spiega Serracchiani –, perché Rilancimpresa resta una riforma assolutamente importante, non vorrei che passasse soltanto questo messaggio rispetto a una riforma delle politiche industriali che questa regione attendeva da tanto tempo». Anche Lauri minimizza. «Sono dispiaciuto, è stato solo un piccolo incidente, non ne farei un dramma», chiude Lauri. Un dramma no, ma la prima volta che il centrosinistra va sotto meritava uno shampoo.(a.bu.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA