I Sons of Kernet aprono domani San Vito Jazz 2014

Una quartetto di giovani musicisti rivelazione del nuovo jazz britannico, che fa della contaminazione con ritmi caraibici il suo marchio di fabbrica: sono i Sons of Kemet, che apriranno domani alle 21, al teatro Arrigoni, la rassegna "San Vito Jazz 2014". I Sons of Kemet sono Shabaka Hutchings (sax tenore e clarinetto), Oren Marshall (tuba-orenophone) e la coppia di batteristi formata da Seb Rochford e Tom Skinner. Un quartetto che ha conquistato premi e copertine di riviste e la cui musica si è già sentita nei templi del jazz europeo. La miscela esplosiva e contagiosa di musiche del folclore caraibico, jazz e dub contenuta nel primo disco, "Burn" (2013), è la migliore espressione del nuovo jazz britannico. Il sassofonista ventinovenne Shabaka Hutchings, nato a Londra, cresciuto nelle Barbados e tornato in Inghilterra, si è fatto le ossa nelle band reggae e calypso per poi fondere nel suo stile le pratiche jazz con le diverse musiche della diaspora nera. «La più recente e avveduta critica musicale rileva come si debba tener conto, nel raccontare la storia del jazz, del carattere globale delle dinamiche che hanno generato e nutrito questa musica». Con queste parole, che ben si adattano all'offerta musicale dei Sons of Kemet, Flavio Massarutto, direttore artistico di San Vito Jazz, introduce la rassegna di quest'anno, che prende il titolo di Europamericafrica". «Quella che un tempo si tendeva a vedere come una retta che dall'Africa conduceva alle Americhe – continua Massarutto – oggi si è trasformata in un triangolo i cui vertici comprendono anche l'Europa: Europamericafrica. E ciò è ancora più vero in un mondo dove le migrazioni progressive stratificano diverse generazioni di immigrati e dove le barriere tra le musiche sono state ampiamente superate da nuovi meticciati ai quali un jazz che sia tale non può essere indifferente. L'edizione di San Vito Jazz 2014 guarda perciò all'Europa, cercando di mostrare come, da diverse prospettive, i musicisti facciano vivere nella loro arte le molteplici connessioni spaziali e temporali, praticando lo sviluppo di linguaggi non derivati dall'esperienza della tradizione ma con essa in rapporto dialettico e creativo». Il secondo appuntamento, in programma sabato 8 marzo, prevede l'ormai tradizionale esperienza della "residenza artistica" con un progetto originale. Quest'anno sarà il pianista Claudio Cojaniz, con un formidabile sestetto, a presentare in anteprima assoluta al teatro Arrigoni il suo nuovo progetto "Hispanish & Blues Songs". Il suo tributo alle canzoni spagnole trasporterà il pubblico alle radici del jazz. La chiusura della rassegna spetterà a un duo formato da maestri della musica improvvisata europea: l'isontino Giovanni Maier dialogherà con il pianista Keith Tippett, uno dei mostri sacri della musica degli ultimi decenni. Per informazioni e prenotazioni ci si può rivolgere al punto Iat (tel. 0434 80251). San Vito Jazz 2014 è organizzata da Comune, Accademia d'archi Arrigoni e Pro San Vito. Andrea Sartori ©RIPRODUZIONE RISERVATA