La cosmesi made in Friuli protagonista a Manhattan

UDINE New York, Fifth Avenue, di fronte a Tiffany&co;: Bergdorf&Goodman; è il negozio multi marca (department store) più lussuoso della "grande mela", luogo eletto dei ricchi newyorkesi e delle celebrità statunitensi per lo shopping, tappa obbligata per i turisti che varcano le porte dell'eleganza e del lusso. L'unico marchio italiano di skin-care (cura della pelle) presente nel reparto bellezza di Bergdorf&Goodman;, vicino a icone come Chanel o La Prairie, è friulano: Bakel. Bakel nasce a Udine nel 2008 da un'idea di Raffaella Gregoris, specializzata in chimica cosmetica, che decide di creare una linea di prodotti per la pelle (creme per viso e corpo, sieri, solari, struccanti) composti al 100 per cento da principi attivi: all'epoca, come ora, sul mercato non esisteva ancora nulla del genere. «I nostri prodotti – spiega Gregoris, presidente di Bakel e creatrice di tutte le formulazioni – non contengono alcun derivato del petrolio, siliconi, conservanti, coloranti, alcol, né altre sostanze inutili per la cura della pelle. Queste ultime arrivano a costituire anche l'80% della composizione delle creme in commercio e non solo non danno alcun beneficio, ma possono addirittura risultare dannose con l'utilizzo prolungato». Il nome Bakel infatti, deriva proprio da questa concezione: "Beauty and key elements", letteralmente "bellezza ed elementi chiave". I consumatori hanno capito e apprezzato il valore aggiunto dei prodotti Bakel che continua a crescere: più 35% nel 2013 con circa 250 punti vendita – profumerie selezionatissime - divisi quasi equamente tra Italia ed estero (in particolare Inghilterra, Germania, Stati Uniti e Russia). «Entrare da Bergdorf&Goodman; è un traguardo fondamentale e una grandissima soddisfazione: è una delle vetrine più ambite del mondo che accresce la nostra visibilità internazionale e attesta la nostra unicità e la nostra autorevolezza come azienda made in Italy di alta qualità», commenta Francesca di Lenardo, ad di Bakel e responsabile del marketing. Nel 2009 Bakel si è aggiudicata sempre a New York il Wwd Beauty biz award, il premio del settore più prestigioso del mondo, il vero oscar della cosmesi. Sono due donne le co-fondatrici dell'azienda e sono donne le sette dipendenti che lavorano nella sede di Udine; altre due sono responsabili commerciali e lavorano per Bakel in Inghilterra e Stati Uniti. Bakel testa dermatologicamente tutti i prodotti, non utilizza derivati animali e non effettua test su animali tanto da avere su ogni confezione, oltre ad una lista di ingredienti incredibilmente corta, le certificazioni europee e statunitensi più importanti per l'etica aziendale. «Il consumatore ha ormai imparato a leggere le etichette per conoscere ingredienti e provenienza di ciò che mangia: ci piacerebbe che si diffondesse la stessa cultura anche per ciò che ci si mette sulla pelle»: è questo il desiderio delle responsabili Bakel. Il futuro? «La nostra filosofia commerciale è di crescere per gradi: prima ci radichiamo sui mercati in cui siamo già presenti per poi spingerci un passo più in là - spiega Francesca Di Lenardo – In questo momento gli Stati Uniti hanno grandi opportunità di crescita ed è lì che stiamo concentrando i nostri sforzi. Oltre a Bergdorf&Goodman;, siamo già presenti nella prestigiosa catena di profumerie anglo-americana SpaceNk Apothecary. Il made in Italy all'estero conta ma nel nostro settore. Infatti la tradizione italiana non è così radicata come per il design o la gastronomia: dobbiamo scontrarci con i "mostri sacri" dell'industria cosmetica francese». Francesca Gatti ©RIPRODUZIONE RISERVATA