Onida: la Carta ci pone traguardi spetta alla comunità attuarli

SAN DANILELE L'inno di Mameli, eseguito dai Cori Guarneriano e Giulietta, apre ieri, alla Fratta sold out, il primo Festival Costituzione, ospite Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale. Tema, il significato della Carta in generale e quello del suo articolo 1 («L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione») in particolare. «Il vero pericolo – dice il professore – non sono tanto le crisi e le difficoltà, quanto la perdita di fiducia, degli obiettivi e dei traguardi comuni. E la Costituzione non è utopia, ma rappresenta l'obiettivo di una comunità: indica i traguardi e attuarli spetta alla società. Prevede diritti inviolabili e richiede l'adempimento di doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale». Onida si sofferma sul concetto di solidarietà economica: «Un Paese non può che essere indirizzato a fini che riguardano tutti». Nella seconda parte dell'articolo 1 il concetto di sovranità del popolo: «Il potere non nasce dall'alto – afferma – e la Costituzione cerca di esprimere qualcosa che unisce e vale per tutti. Tutti hanno diritto a un lavoro e la politica deve avere l'obiettivo di rendere effettivo questo diritto. Tutti hanno il dovere di esercitare un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. Ciò significa che quelli sono gli obiettivi e che abbiamo il diritto di lavorare. La solidarietà dunque non è buon sentimento, ma è la consapevolezza dei propri diritti e dei propri doveri. Questo è il lavoro secondo la Costituzione». Di Resistenza e Costituzione Onida parla, ieri pomeriggio, anche a Udine, in sala Aiace, ospite dell'Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione. «Si dice spesso che la Costituzione è figlia della Resistenza: in parte è vero sul piano storico, ma è anche riduttivo, perché in realtà il tessuto costituzionale è molto più ricco». E precisa: «Nel 1942 Roosevelt fece un celebre discorso sulle quattro libertà (di pensiero, di religione, dal bisogno e dalla paura), che gli Usa volevano assicurare a tutto il mondo: fu il manifesto del costituzionalismo contemporaneo». L'Italia vanta comunque un primato, quello di aver creato per prima la Corte Costituzionale. «Oggi non esiste stato in Europa che non abbia un sistema di garanzia della Costituzione, ma in Italia la Corte Costituzionale nacque nel 1948». Anna Casasola e Anna Dazzan ©RIPRODUZIONE RISERVATA