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Cave del predil Il declino c'è lento e costante nNon credo davvero che a Cave del Predil ritornino gli anni di massima attività e benessere, quali furono gli anni Cinquanta e Sessanta...; ma ricordare o immaginarsi tramite fotografie, filmati e racconti di chi ha vissuto in quegli anni mette dei brividi particolari; ora è rimasto poco o nulla di quel clima gioviale di quei tempi. Non siamo ipocriti; il declino è lento e costante; e comunque i "numeri" non sono interpretabili; gli abitanti e gli occupati calano di anno in anno. Fino allo scorso anno c'era ancora la scuola materna; l' ultima istituzione pubblica a resistere alla logica terribile che vuole logicamente il contenimento del costi in ragione dell' utenza. Non si può fare quasi nulla è la vita...; tutto cambia; bisogna e ci si deve adattarsi... Marco Piusi Cave del Predil danieli Ci si doveva muovere prima n«Serve una strategia per trattenere le industrie», ammonisce il direttore Omar Monestier. Nella sostanza, le stesse parole dell'on. Debora Serracchiani, contenute nella sua presa di posizione, «c'è da chiedersi se da parte di chi ne ha la responsabilità è stato fatto tutto il possibile e il dovuto per offrire un'alternativa credibile. Dobbiamo chiedere alla Giunta Tondo perché non esiste una politica industriale per il Friuli Venezia Giulia, perché non c‘è attenzione ai processi d'internazionalizzazione». Nel corso degli anni passati, per crescere, "obbligatoriamente" la Danieli ha acquisito e costruito consociate in Europa, negli Usa, in Cina e in altri Paesi del Far East e ora sono in costruzione stabilimenti in India e Russia. Dal comunicato dell'azienda, si apprende che su quasi diecimila dipendenti, in tutto il mondo, circa 4800 sono extra europei, nessuno se ne è mai accorto? La notizia dell'intenzione di raddoppiare la capacità produttiva della controllata Abs, è stata data nel settembre dello scorso anno. Qualcuno si è posto qualche interrogativo sulle prospettive industriali della nostra Regione? Nei panni di un dirigente, di un tecnico, o di un qualsiasi lavoratore della Danieli, mi chiederei stupito: perché solo ora sembra siano stati morsi dalla tarantola? C'è da scommettere che senza l'intervento del presidente Luci, ripreso dall'on. Serracchiani, e dalla Cgil, avremmo la calma più piatta. Ora, sembra ci sia l'intenzione di aprire un dialogo con l'azienda. L'auspicio deve essere quello di unire tutti i soggetti politici e le forze sociali, per potere costruire le condizioni per trattenere in Regione un così importante investimento industriale. Giancarlo Da Rin Udine