Fontanini: «Mai stato razzista»

«Non ho mai affermato di volere i musulmani e gli atei fuori dal Centro culturale delle Grazie, ma soltanto che ritengo che in quel luogo, un oratorio attaccato al santuario delle Grazie, debba svolgersi un'attività orientata al pensiero cattolico». Il giorno dopo l'inaugurazione dell'auditorium della Congregazione dei Servi di Maria in via Pracchiuso, il presidente della Provincia, Pietro Fontanini, torna sulle dichiarazioni rese in occasione della cerimonia e, più in particolare, su quelle rilasciate poco più tarda alla stampa, per precisare il proprio pensiero e ribadire con forza «di non avere mai aderito, nè di volerlo fare in futuro, ad atteggiamenti razzisti». Invitato sul palco, lunedì mattina, il presidente di palazzo Belgrado aveva parlato di "cultura orientata". Da noi raggiunto al telefono, nel pomeriggio, affinchè ci spiegasse il significato di quella definizione, Fontanini aveva espresso l'auspicio che il Centro «resti un luogo della religione cattolica, di una cultura orientata - aveva detto - che non abbia paura di dire ciò che siamo e ciò che vogliamo e che nulla ha a che vedere, per esempio, con musulmani, buddisti e atei». Il che, ha chiosato ieri, «non significa affatto che io sia contrario al confronto con gli altri». Intanto, rispetto alle affermazioni pubblicate sull'edizione di ieri del Messaggero Veneto, non si sono fatte attendere le reazioni. Due gli interventi, entrambi del centrosinistra. Dalla Provincia, il gruppo consiliare del Pd ha commentato, definendo le dichiarazioni del presidente lontane dal pensiero di padre Turoldo. Dalla Regione, il consigliere del Pd, Paolo Menis, si è detto sconcertato e sdegnato. (l.d.f.)