La sfida di Pezzana: l'uguaglianza della normalità

UDINE Nel titolo Un omosessuale normale è racchiuso tutto il senso del libro presentato ieri sera dall'autore, Angelo Pezzana. E pensare, come ha ricordato alla libreria Feltrinelli lo scrittore stesso, che il titolo lo ha scelto il suo editore. La normalità è la base per arrivare ad avere uguaglianza e identità completa - ha detto Pezzana -, anche se bisognerebbe concentrarsi piú sulla parola differenza, che andrebbe abolita. Anche per il moderatore della serata, Gianpaolo Carbonetto, è intorno alla parola normale che si gioca il titolo e anche il contenuto: Normale - ha spiegato - ci infila in un percorso stretto, irto, pieno di difficoltà e di rischi per noi e per gli altri. Sentirsi uguali agli altri è difficilissimo e la parola normale non ha un valore effettivo. La norma è indefinibile. Il principio di normalità va rifiutato perché è vicino alla parola mostruosità, ghetto, lager ed eliminazione. Normalità a parte, nella serata organizzata da Arcigay "Nuovi Passi", c'è stato spazio anche per parlare di religione e politica. Per me la Chiesa cattolica è un avversario e un "nemico" - ha detto Pezzana - per tutto quello che ha fatto nel suo passato, per le persecuzioni ai "finocchi", chiamati cosí perché nei roghi venivano messi anche queste verdure per non far sentire l'odore della carne bruciata. Grazie alla Chiesa ho capito quello che volevo essere e che il "nemico" della mia identità era la Chiesa stessa, cosí ho cominciato a fare proprio quello che le istituzioni non volevano. Pezzana critica anche la politica, altrettanto severo: Non sono né di destra né di sinistra - ha spiegato - perché non amo queste parole che ci chiudono in una situazione data come acclarata, mentre dovremmo dare piú importanza ai problemi reali. Il libro racconta con ironia la vita di un uomo che ha fatto il libraio per trent'anni, l'insegnante e lo scrittore e che vive tra l'Italia e Israele. Piú che un'autobiografia sembra un libro di viaggio nella vita di una persona. Una sorta di storia. Le autobiografie - ha fatto notare l'assessore alla cultura Luigi Reitani - rivelano non solo il destino individuale, ma anche la storia, come in questo caso. Nel libro si comprende anche com'è cambiato il mondo negli ultimi trent'anni, cosa è migliorato, quali sono state le battaglie vinte. Come quella portata avanti dallo scrittore Italo Corai, scomparso il 10 marzo scorso a cui il vicepresidente di Arcigay "Nuovi Passi" Giacomo Deperu ha dedicato la serata. Ilaria Gianfagna ©RIPRODUZIONE RISERVATA