Papi e antipapi: quel Gregorio XII in fuga da Cividale

Una pagina ricca di misteri e d'interrogativi. Poco indagata, per certi aspetti ancora del tutto sconosciuta. Al centro il grande scisma d'Occidente. Uno strappo, una divisione. Cividale, improvvisamente, balza agli onori delle cronache. Il concilio si tiene a Cividale, siamo nel 1409, perché la città dà l'idea di essere cosmopolita, aperta. Ha anche uno /I/BBstudium/I/B universitario voluto, nel 1350, dall'imperatore Carlo IV e dal patriarca di Aquileia Bertrando da San Genesio (che verrà ucciso sui prati della Richinvelda). Un concilio che non approda, in sostanza, ad alcun risultato, ma che prelude alla fine della divisione interna che investe la Chiesa. Un vero e proprio /I/BBribalton/I/B, che è il filo conduttore di/I/BB In File 2011 /I/Bdei Colonos di Villacaccia di Lestizza. Il tema lo trattano, l'altra sera, monsignor Marino Qualizza, docente di teologia dogmatica e direttore dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose di Udine, e il professor Angelo Floramo. Sandro Bergamo esegue canti gregoriani alternati alle letture di Tullia De Cecco. Il titolo della serata: /I/BBPapis e cuintripapis, arcidiaui, striaments e visions tal concili di Cividât dal 1409/I/B (Papi e antipapi, arcidiavoli, stregonerie e visioni nel concilio di Cividale del 1409). Perché un titolo così complesso, irriverente, intrigante e contrastante? Tutti quei termini per mettere a fuoco una travagliata e contestata pagina di storia sono fra loro collegati e come? Cominciamo dal fatto che, nel 1409, ci sono tre Papi e non si sa bene quali siano il papa ufficiale e l'antipapa e l'antipapa dell'antipapa, e tutti e tre pretendono, ovviamente, di essere quello autentico. La cristianità si scinde nel 1378, quando il concilio cardinalizio propone due papi, uno francese e uno romano. Ci sono Gregorio XII a Roma e Benedetto XIII ad Avignone. I due blocchi vanno avanti in parallelo fino al 1409, poi si decide finalmente di chiudere il cerchio e si convoca un concilio a Pisa, che dovrebbe risolvere la situazione. A Pisa, però, viene nominato un altro papa, Alessandro V, che complica ancora di più la situazione. Alla sua morte, avvenuta un anno dopo, si elegge Giovanni XXIII: un nome ignorato dalla storiografia vaticana e assunto, nel 1958, da Papa Roncalli, Giovanni XXIII e non Giovanni XXIV, a conferma dello stato di antipapa proprio del cardinale Baldassarre Cossa. Gregorio XII, mistico, quindi un uomo di grandissima apertura, decide di spostare il concilio a Cividale. Arriva il giorno della Pasqua Rossa, la Pentecoste, e si celebra l'inizio del concilio con grandi processioni per le strade di Cividale, un banchetto enorme offerto a tutta la città con 72 portate, gubana compresa e vino di Rosazzo, secondo le cronache del tempo. Il concilio di Cividale si apre il 6 giugno del 1409 per il Corpus Domini, con scarsissimo intervento di prelati. Si continua il 22 giugno, ma si rimanda a luglio e si conclude, in tono minore, il 5 settembre senza nessun risultato perché c'è uno scontro evidente all'interno della Chiesa e anche un intreccio – sostiene monsignor Qualizza – di interessi fra trono e altare. Papa Gregorio XII ha un'idea piuttosto moderna della Chiesa, un'idea intellettuale, basata sull'aspetto filosofico. Sono gli anni dell'umanesimo, quindi la rinascita dell'individuo. A Cividale non trova corrispondenza e appoggio alle sue idee, tanto che lascia di nascosto la città, vuole raggiungere Latisana per imbarcarsi, fa vestire un suo segretario con i suoi indumenti e lui si veste da segretario. Il falso papa prende un sacco di botte e viene buttato anche in acqua. Nel frattempo il Papa, alla chetichella, sale sulle galee, scende il Tagliamento, va prima verso la Dalmazia, poi in Puglia, infine a Gaeta e rinuncerà al papato. Quindi chi rimane papa dei tre? Sostanzialmente nessuno, perché il concilio di Costanza del 1417 li nega tutti e tre e nomina papa Martino V, che chiude l'intricata questione. La cosa curiosa – ricorda Floramo – è che ci sono dei manoscritti ritrovati all'interno della Biblioteca Guarneriana di San Daniele in cui esistono profezie sul concilio di Cividale, scritti 80 anni prima e che prevedevano esattamente quello che poi è successo. Probabilmente un falso storico, creato dagli antagonisti di Gregorio XII che lo volevano sbugiardare. Il fatto curioso è che in tutte le miniature il papa ha le corna e i demoni che gli girano attorno.BRSilvano BertossiBR©RIPRODUZIONE RISERVATA