La metafora del dinosauro: Dorfles e i tanto amati libri come antidoto all'involuzione

di ALCIDE PAOLINI Questo è uno di quei libri dettati dalla irresistibile voglia, da parte di chi conosce a fondo la materia, di chiarire convinzioni diffuse quanto confuse. Il dinosauro, in questo caso, è appunto un uomo maturo, che conosce da vicino il significato della cultura, ed è consapevole che il futuro dipenderà da come essa sarà accolta dalle nuove generazioni, sempre piú distanti dal passato, e sempre piú tentate da un progresso tecnologico, apparente dispensatore di tutte le risposte attraverso le quali il mondo moderno ci sfida. Un progresso apparentemente senza confini, che sembra davvero voler rispondere a tutti gli interrogativi che la realtà ci mette davanti. Ma che il piú delle volte confonde l'apparenza con la realtà.
Con questo libro Piero Dorfles (il dotto professore di quella benemerita trasmissione televisiva che è Per un pugno di libri), confronta il senso da cui trae linfa la nostra eredità culturale, con l'eclatante quanto superficiale dimensione nella quale ci stiamo infilando (quella della mitizzazione della tecnologia, e dei suoi «succedanei operosi» come l'autore definisce gli escamotage che la mancanza di regole culturali consente).
Con un percorso strettamente logico e documentato, che ci coinvolge direttamente, Dorfles si propone di dimostrarci, dati alla mano, che la nuova realtà che il progresso ci propone dimentica troppo spesso di pretendere quella fatica e quelle regole del vivere, che sono assolutamente indispensabili e che cominciano dalla cultura e finiscono col rispetto dell'altro.
Un cammino che l'autore percorre puntigliosamente per tappe successive, attraverso la rappresentazione dei problemi che la nuova realtà comporta, a cominciare dalla messa a confronto delle nostre lacune e dei nostri vizi con i nostri limiti culturali. Il che ci mette subito in rapporto diretto con i libri, e dunque con la lettura, che è l'unico modo per poter immaginare il futuro. Ed è per questo che il dinosauro Dorfles si preoccupa, per esempio, che nel nostro paese la diffusione del libro sia ferma da anni, nonostante l'indubbio miglioramento sociale ed economico. Quanto alla televisione, al computer, a Internet, all'iPod e cosí via, non ne nega l'importanza, ma ci mette in guardia dal pensare che si tratti di strumenti in grado di dare alle nuove generazioni la soluzione dei loro problemi.
Testimone di molti aspetti che riguardano la nostra vita, questo libro si legge col piacere intimo di una conversazione su una serie di vicende e problemi, dai più comuni ai più complessi, dandoci spesso la piacevole sensazione di trovarci di fronte non tanto un professore teorizzante, travestito da dinosauro, bensí un uomo di cultura col quale confrontarci spregiudicatamente, senza nasconderci dietro la coscienza collettiva, ma rispondendo francamente delle nostre convinzioni, a partire dalle più innocue. Che innocue non sono.
Infine, un libro a suo modo sapienziale, e nel medesimo tempo scritto contropelo, come uno sfogo, capace di mettere a nudo la resistenza di chi è convinto che la realtà della quale rischiamo di restare prigionieri, possa rendere il mondo (e noi stessi) migliore, a dispetto della nostra pigrizia culturale.
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