E adesso tutti vogliono una tappa del Giro

di ROBERTO CALVETTI La tappa di domenica ha lasciato il segno. Cosa ci riserva per il futuro?
«Organizzare una tappa richiede tempo e una programmazione accurata, non si può improvvisare. Io sono pronto a impegnarmi, ma bisogna che ciascuno faccia la propria parte».
Di Piancavallo si era parlato già un anno fa...
«É vero, ma non si può dare per scontata questa tappa anche se rientra in un accordo che ho stretto con la Rcs, un 'pacchetto" che comprendeva anche Trieste e lo Zoncolan».
Quindi...
«Valuteremo se sarà possibile, dipenderà anche dal disegno del prossimo Giro che secondo le intenzioni dovrebbe partire da Vienna».
Tra i suoi progetti c'era anche quello di un arrivo sul Lussari...
«Era un'ipotesi affascinante, ma dopo un'accurata verifica ho capito che è impossibile: lassù non c'è lo spazio necessario. Peccato».
Lei va alla ricerca delle tappe impossibili...
«Direi piuttosto di tappe che restano nella memoria della gente: quella dello Zoncolan l'hanno vista in mezzo mondo e ne ha parlato la stampa internazionale. Domenica ho ricevuto una telefonata di complimenti nel cuore della notte dall'Australia...».
Nuove idee?
«Almeno due: una tappa dei vigneti friulani come quella di Montalcino... E una che tocchi i luoghi della prima guerra mondiale, da Tarvisio al Carso, magari nel 2014 o 2015...».
Cosa ha insegnato la tappa di domenica?
«Che il ritorno di immagine che offre il ciclismo non ha eguali».
Qual è stato il complimento che l'ha più colpita?
«L'e-mail che mi ha inviato Basso dicendomi semplicemente 'grazie"».
Una grande impresa, quella di Basso, che ha reso la tappa ancora più straordinaria...
«Lo Zoncolan è una montagna straordinaria...».
Cadel Evans, il campione del mondo, ha dimostrato di apprezzare molto gli omaggi gastronomici che ha ricevuto durante le premiazioni...
«É un modo anche questo per promuovere i prodotti della nostra regione. Una targa e una coppa non avrebbero ottenuto lo stesso effetto».
A proposito quanto è costata la tappa dello Zoncolan?
«520 mila euro dei quali 180 mila sono entrati nelle casse della Rcs mentre il resto sono stati spesi per trasporti gratuiti, organizzazione parcheggi, sicurezza, gestione sanitaria e manifestazioni collaterali e predisposizione dei maxischermi lungo il tracciato».
C'è qualcuno da ringraziare?
«Gli sponsor e, cioè, Camera di commercio di Udine, Banca popolare di Vicenza, Fanzutto, Digas, Gruppo Midolini, Coopca, Graphistudio, Pradis, Acqua Paradiso ed Ersa».
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