Caserma Amadio, entra nel vivo l'iter per la riqualificazione

CORMÒNS. Caserma Amadio, è partita la seconda fase, operativa, di Agenda 21. L'altra sera si è tenuta una nuova riunione dei gruppi di lavoro, assieme agli amministratori comunali e al coordinatore del progetto, l'ingegner Fabio Gon, al quale è stato affidato un ulteriore incarico.
Da questo mese fino all'estate Gon incontrerà tutti i referenti tecnici dei vari settori del Comune (Patrimonio, Ambiente, Cultura e Lavori pubblici) per contestualizzare le proposte emerse nell'ambito dei gruppi di lavoro di Agenda 21. «Dobbiamo valutare quali sono le esigenze dei cittadini, i possibili sviluppi e la fattibilità delle proposte – ha spiegato Gon –. Si partirà dall'analisi dei bisogni per capire quali idee potranno essere effettivamente realizzate. Per esempio, alcune strutture potrebbero trovare spazio in altra sede, non necessariamente all'interno dell'ex area militare. Oppure, sul centro polifunzionale multimediale, con annessa biblioteca, dobbiamo verificare quali sono i numeri dell'utenza, che possibilità di sviluppo ci sono e così via. Sarà un lavoro molto articolato, alla fine del quale usciranno proposte concrete e puntuali, accompagnate da preventivi e molto dettagliate». In estate, dunque, l'amministrazione comunale riceverà la relativa documentazione, sulla base della quale potrà partire la fase di progettazione vera e propria. Nel corso dell'assemblea gli amministratori hanno illustrato lo stato di avanzamento del progetto di riqualificazione della caserma dismessa. Si sta attendendo il parere della Soprintendenza delle Belle arti per capire quanti e quali edifici potranno essere abbattuti, per creare un ampio spazio poi fruibile per gli interventi di recupero. Il Comune ha fissato il cronoprogramma delle azioni per i prossimi due anni, per arrivare alla riqualificazione dell'area. Dovrà essere realizzata una variante urbanistica per consentire la demolizione degli edifici e nel frattempo sta prendendo corpo la bonifica dall'amianto delle strutture, grazie anche al contributo della Provincia di Gorizia. È prevista una spesa totale di 90 mila euro per rimuovere le lastre di eternit dai tetti degli edifici (il 75% sarà finanziato dalla Provincia, il 25% dal Comune). (i.p.)