L'"Amadio" sarà demolita entro il 2010

CORMÒNS. Riqualificazione della Caserma Amadio, si parte: entro la fine dell'anno l'amministrazione comunale conta di partire con la demolizione degli edifici fatiscenti siti all'interno dell'ex area militare. Il cronoprogramma è pronto, ma sono necessari una serie di passaggi burocratici fondamentali per poter avviare l'iter. Il primo ostacolo è rappresentato dai vincoli delle Belle Arti. Trattandosi di stabili di oltre cinquant'anni fa, è necessario il nulla osta della Soprintendenza. L'ente ha già effettuato un sopralluogo nell'area.
L'amministrazione comunale è in attesa del responso: senza il via libera della Soprintendenza tutto l'iter è bloccato. Nel frattempo il Comune ha già affidato l'incarico al coordinatore di Agenda 21 Fabio Gon per la stesura di un mini-studio di fattibilità. Gon dovrà analizzare le proposte emerse nel corso della procedura di Agenda 21, alla quale hanno partecipato una sessantina di cormonesi, selezionando le ipotesi realizzabili. «Nel contempo affideremo l'incarico per una variante urbanistica – ha precisato il vicesindaco di Cormòns Alessandro Pesaola – senza la quale non possiamo procedere alla demolizione». I tempi per la redazione della variante saranno relativamente brevi, secondo Pesaola. I costi dello studio di fattibilità e della progettazione della variante, che in ogni caso terrà conto delle indicazioni emerse da Agenda 21, saranno coperti grazie alla vendita dei terreni di proprietà comunale nei pressi della Casa dell'agricoltura di Cormòns, terreni che saranno messi all'asta entro aprile. Le spese di demolizione degli edifici invece saranno a carico dell'impresa edile che vincerà l'appalto integrato.
L'amministrazione comunale in cambio offrirà la permuta di alcuni terreni, di qualche migliaio di metri quadrati, in un'area marginale della Caserma dismessa, che saranno destinati a lotti edificabili.
Un'ipotesi prevista, del resto, anche dalle proposte di Agenda 21. In tal modo l'operazione sarà a costo zero per l'amministrazione comunale.
Ci sarebbero già imprese interessate. «Non possiamo fare niente però finché non riceviamo il via libera dalla Soprintendenza. Senza tale atto non possiamo procedere alla variante urbanistica e di conseguenza neanche partire con l'appalto», ha precisato il vicesindaco del centro collinare. Ulteriori approfondimenti sulla questione delle caserme dismesse e spunti di riflessione potranno emergere da un convegno, che l'amministrazione comunale intende promuovere assieme ai tecnici che hanno effettuato a livello regionale una ricognizione dettagliata su tutte le aree soggette a servitù militare.
Ilaria Purassanta