Ambulatori per stranieri, i "paletti" di Kosic

UDINE. Solo atti di indirizzo politico, nulla che abbia elementi tecnici o gestionali. L'assessore alla sanità Vladimir Kosic fissa i paletti per apporre la sua firma a quella che appare come la lettera più attesa e discussa del momento: la circolare per chiudere gli ambulatori per clandestini. Kosic non lo dice apertamente, ma il suo attendere un parere legale appare come un voler resistere. Eppure la Lega pretende la circolare, altrimenti non voterà il piano socio-sanitario. Il presidente Fvg Renzo Tondo, inoltre, si è esposto: quegli ambulatori vanno chiusi. «I pareri legali della nostra Avvocatura guideranno la mia firma – spiega Kosic– e sono disponibile a sottoscrivere atti di indirizzo politico, gli aspetto tecnico-gestionali non sono di mia competenza». E a chiedergli se la chiusura degli ambulatori per clandestini, servizio fornito dalle aziende sanitarie, non sia un aspetto gestionale, Kosic è risoluto: «L'Avvocatura si esprimerà in merito a questo». E poi aggiunge: «Qui non è in questione un esito, è in questione un percorso e io voglio onorare gli impegni che mi sono assunto nel rispetto delle leggi del parlamento e della Regione», conclude Kosic.
La Lega nel frattempo esulta, perchè Tondo è fermo: quelle strutture vanno chiuse. «Sono molto contento – commenta il segretario Fvg del Carroccio Pietro Fontanini–, perchè non ci sarà più un accesso alla sanità diverso per clandestini e cittadini: chi ha problemi di salute verrà comunque curato e accadrà per tutti nello stesso modo». Danilo Narduzzi, capogruppo della Lega in Consiglio regionale insiste: «Tondo ha riconosciuto una sanità con pari diritti e pari doveri, senza scorciatoie. Con questo atto, un'altra promessa fatta in campagna elettorale viene mantenuta».
L'Udc invece prende tempo e per ora frena. «I costi di quegli ambulatori sono relativi», dice il segretario regionale Udc Angelo Compagnon. «È imbarazzante che le leggi impugnate dal governo abbiano tutte di sottofondo una certa intolleranza. Mi auguro che il piano sanitario tenga conto di tutti. Entro il martedì, quando il documento andrà in commissione, esamineremo il piano e valuteremo. Tuttavia riteniamo che non debbano prevalere le intolleranze – conclude Compagnon –, ma l'approfondimento, altrimenti prenderemo le nostre decisioni».
Il coordinatore Fvg del Pdl, Isidoro Gottardo, fa quadrato su Tondo. «La penso come lui, penso che qui non sono in discussione i diritti inviolabili delle persone e penso che, diversamente da come sostiene la Lega – argomenta Gottardo –, gli ambulatori per clandestini abbiano un impatto di costi e di organizzazione nelle aziende per i servizi sanitari del tutto irrilevanti. Quindi, si è perso anche troppo tempo attorno a questa questione». Nel Pdl c'è anche chi la pensa diversamente, come il senatore Ferruccio Saro. «Il nostro è un partito libero dove ognuno può esprimere la propria opinione – conclude Gottardo –, opinioni del tutto rispettabili».
Chiede a Tondo di non accontentare la Lega il deputato del Pd Ivano Strizzolo. «La Lega – sottolinea Strizzolo – con questa assurda posizione, per colpire a tutti i costi gli immigrati, apre le porte al concreto pericolo di diffusione di malattie infettive che sarebbero così sottratte a ogni controllo pubblico». ( a.bu.e p.mo.)