Usa l'eredità per regalare un pozzo a l Madagascar

Un pozzo per portare acqua alle popolazioni del Madagascar, una vetrata per regalare un pezzo di storia a quelle del Friuli. É così, con gesti di spontanea e devota solidarietà, che Gisella Bernard ha deciso di contribuire al bene delle persone che soffrono e alla valorizzazione dei luoghi della sua infanzia. Un impegno, il suo, cominciato quasi per caso, un paio d'anni fa, dopo la scomparsa del marito, l'avvocato udinese Ennio Rossi, e l'incontro a Medjugorie con don Giovanni Colombi. Nata a Prepotto da genitori friulani e per anni residente a Udine, dopo la morte del marito Gisella si è trasferita a Grado. Ed è da lì che ora gestisce le sue molteplici attività: da un lato, il lavoro a favore dei bambini africani, dall'altro, quello a sostegno della chiesa locale. «Mi sono avvicinata ai problemi del Madagascar dopo avere conosciuto don Colombi e l'associazione 'Unico sole", di Bergamo – racconta –. Il primo contributo, attinto dall'eredità lasciatami da mio marito, è servito a realizzare un pozzo, che ho personalmente inaugurato l'agosto scorso. Le prossime donazioni saranno impiegate per realizzare un ambulatorio e due scuole». In Friuli, invece, l'impegno di Gisella porta a Porzus, la terra di sua madre. «Sono cresciuta ascoltanto il racconto delle apparizioni della Madonna – spiega – e così ho donato alla chiesa una vetrata che ne riproduce una». Sua anche l'idea di realizzare un calendario fotografico: realizzato in 1.500 copie, è andato subito esaurito.