Usata per un dipinto la loro foto: risarciti

Hanno scoperto di essere raffigurati in un quadro dipinto da Barbara Nahmad e messo in vendita da una galleria d'arte di Udine. Hanno citato in giudizio l'autrice per violazione del diritto all'immagine e la prima sezione del tribunale civile di Milano ha accolto la loro richiesta riconoscendo ai tre promotori della causa, Sonia e Gregorio Cancian e Liberta Mirati, una risarcimento di mille euro a testa. I tre risultavano essere stati fotografati mentre si trovavano al mare e la loro immagine dipinta poi in olio su tela senza che venisse chiesto il relativo consenso.
Ha quindi 'radici" a Udine questa vicenda giudiziaria per cui il giudice milanese si è espresso. La storia è semplice: un giorno, queste tre persone si scoprono dipinte su un quadro navigando in Internet e finendo proprio sul sito della galleria d'arte di Udine. In quel periodo – spiega il responsabile della galleria –, credo fosse il 2002 o il 2003, era esposto da noi il quadro della Nahmad e l'avevamo in conto vendita.
A distanza di anni adesso ricordo che qualcuno ci contattò, non posso essere preciso se telefonicamente o attraverso la posta elettronica, perché voleva a sua volta mettersi in contatto con l'artista. Poi non ho saputo più nulla, se non che il quadro è stato ritirato dalla stessa Nahmad dopo la nostra mostra, assieme agli altri suoi dipinti esposti. E anche della causa civile non sapevo nulla».
Secondo quanto si è appreso, era stata la stessa artista milanese a scattare la fotografia in una località balneare sul mar Tirreno e quindi aveva dipinto il quadro. Barbara Nahmad ha 42 anni e vive e lavora nella sua città natale. Ha conseguito il diploma in Scenografia all'Accademia di Belle arti di Brera. Ha esposto nelle più grandi gallerie e sedi museali italiane e straniere (Londra, Berlino, Rotterdam).
Nel web e nelle riviste specializzate, la Nahmad ha trovato un campionario infinito di soggetti che ha passato al vaglio di una pittura rigorosa, capace di mescolare i toni caldi della carne e della pelle dei corpi dipinti a olio con la piatta e fredda astrazione degli sfondi smaltati.
I suoi ritratti della persona pubblica – spiegano i critici – rimangano sempre un ritratto dell'individuo in quanto persona: cioè, una rappresentazione che cerca di svelare l'umanità e la vacuità di ciò che appare.
«La mia è una pittura che trae spunto dalla fotografia, senza peraltro mai identificarsi o coincidere con essa», ha detto l'artista in una intervista.