Progetto per un museo della memoria

La Provincia di Gorizia ha promosso e ospitato, l'altro giorno, un convegno dal titolo 'Il confine delle memorie", in collaborazione con l'Istituto regionale per la storia del movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia (Irsml) e le associazioni culturali Quarantasettezeroquattro e Aiso (Associazione italiana di storia orale).
Sono intervenuti Marko Marincic, assessore agli Affari transfrontalieri della Provincia, Marta Verginella dell'Università di Lubiana, Alessandro Cattunar dell'Istituto italiano di scienze umane e dell'Associazione 47/04, Anna Di Gianantonio e Tommaso Montanari dell'Irsml e Alessandra Marin dell'Università di Trieste.
Gli studiosi hanno preso in esame gli anni '45-47, nei quali viene definito il confine che divide l'Italia e la Jugoslavia. «La creazione di una nuova frontiera è un evento traumatico. È il momento in cui gli individui devono fare 'una scelta", confrontandosi con loro stessi, con la loro identità e quella degli 'altri"».
Marincic ha sottolineato l'importanza delle 'memorie", tema, che, ha detto, «è stato sfruttato in passato per piccoli vantaggi politici, a cui nel nuovo contesto europeo bisogna saper rinunciare». «Oggi – ha aggiunto – è necessario che le diverse memorie vengano riconosciute, rispettate e valorizzate, sia perché servono per mantenere l'amicizia tra popoli che un secolo fa si combattevano, sia perché fungono da importante elemento di promozione turistica».
Il convegno è stato l'occasione per presentare due progetti che si stanno muovendo in questa direzione. Il primo, ha spiegato Cattunar, intende creare una «topografia della memoria-museo diffuso della città», attraverso installazioni multimediali e interattive in diverse aree della città, che dovranno fungere da «luoghi della memoria privata». Il secondo intende invece realizzare un «archivio della memoria del Goriziano».
I progetti hanno ottenuto un primo contributo dalla Cassa di risparmio di Gorizia, ma necessitano di ulteriori risorse. «Per questo – ha aggiunto Cattunar – ci appelliamo alle istituzioni locali affinché sostengano questa ricerca come interesse civile». Gli storici si sono soffermati più volte sull'importanza della fonte orale, come testimonianza necessaria per sostenere la ricerca scientifica, poiché mescola la sfera privata con quella pubblica, le 'emozioni", le 'speranze" con i fatti concreti.
Otre ai progetti presentati, l'incontro ha voluto lanciare una vera e propria 'campagna" per la raccolta dei racconti di vita che saranno raccolti nell''Archivio della memoria del Goriziano".
Cristina Coari