Agente Zigzag, spia e doppiogiochista

di PAOLO POLVERINO Edward 'Eddie" Chapman (1914-1997) era un abile scassinatore, un inguaribile bugiardo e un impenitente sottaniere: dovendo economizzare parole si potrebbe definirlo un mascalzone, simpatico e intelligente, ma pur sempre mascalzone. Eppure, probabilmente proprio grazie a queste caratteristiche, Chapman divenne una delle spie più preziose in forza all'Intelligence service britannico durante la Seconda guerra mondiale. Di lui si occupa Ben Macintyre in Agente Zigzag, al servizio di Hitler e di Sua Maestà(Sperling & Kupfer, pagine 394 - euro 19,50). Chapman, come agente, eccelleva nella specialità più pericolosa, il doppiogioco. Nato povero nell'Inghilterra iperclassista del primo Novecento, il giovane Eddie sognava l'Eldorado londinese: night, champagne, azzardo, belle figliole non troppo fissate con la virtù. Un mondo frequentato da delinquenti illetterati e da giovani dissipatori di patrimoni familiari. Per far parte di quel club Chapman svaligiava cassaforti. Nel 1939, allo scoppio del conflitto, si trovava in galera a Jersey, l'isola nella Manica che ebbe lo sgradito privilegio di essere l'unico lembo di Regno Unito a essere occupato dai nazisti. Chapman, con la faccia di bronzo che gli era propria, si propose come spia ai tedeschi e quelli, anche se non proprio subito, ci cascarono. Da quel momento lo scassinatore che disseminava l'Inghilterra di ragazze sedotte e abbandonate (e, almeno in un caso, gravide), divenne l'arma segreta dell'Abwehr, il servizio informazioni tedesco. Chapman fu abilissimo nell'instaurare un rapporto quasi fraterno d'amicizia con l'ufficiale che lo stava plasmando come spia, il rittmeister Stephan von Groning, da lui conosciuto come doktor Graumann. I tedeschi lo paracadutarono in Inghilterra, con l'ordine di sabotare e informare. Lui, appena atterrato, si consegnò all'MI5 raccontando tutto. Lo ribattezzarono Zigzag, per la sua rapidità nel cambiare campo. Fu doppiogiochista fino in fondo, tornando in Germania (via Lisbona), operando nella Norvegia occupata e rientrando infine in Inghilterra. I tedeschi, entusiasti e ignari, lo decorarono persino con la croce di ferro e lo ricoprirono di soldi. Scaricato dall'Intelligence service nel dopoguerra, se la cavò egregiamente camminando sulla sottile linea che separa gli affari dal malaffare. Morì felice a 83 anni.