Povera Gorizia, chiude anche l'hockey

GORIZIA. Signori, si chiude. Saranno 'cestinati" stasera alla Valletta del Corno, al termine degli ultimi 40' del girone triveneto di serie B (recupero della sfida contro il Montecchio Precalcino, fischio d'inizio alle 20), gli oltre 50 anni di storia dell'hockey su pista goriziano. A darne il triste annuncio è il presidente dell' Asd Goriziana, Franco Zotti, che, in occasione del funerale della società, rende pubblici i conti che l'hanno portato a dire basta: un debito di appena 2 mila euro: tanto è bastato per affondare una delle realtà che hanno scritto la storia dello sport goriziano «nonostante – ironizza lo stesso Zotti – proprio in questi giorni sia arrivato il contributo stanziato dal Comune per la stagione che si chiuderà oggi: 300 euro». Quasi una barzelletta, anche se a chiarire che non si tratta di uno scherzo è il presidente biancoceleste, consapevole di non essere riuscito in quello che per molti era soltanto un miracolo.
«Lo scorso autunno m'illudevo che la città avesse ancora passione per questo sport, ma la realtà è ben più triste di quello che pensavo: non soltanto mancano i soldi; manca anche il materiale umano e ormai è diventato praticamente impossibile allestire una squadra che sappia offrire garanzie nell'arco di una stagione. L'unica certezza è che a Gorizia l'hockey su pista ha un glorioso passato, ma non ha un futuro e adesso, oggi, siamo arrivati all'inevitabile: si chiude. Mi assumo le mie responsabilità, forse non sono stato capace io di rimettere in piedi questa creatura (la squadra, attualmente, è penultima nel girone D con soli 4 punti in 16 partite, ndr) ed è per questo che lascio. Confido e confiderò sempre che qualche altro appassionato si faccia avanti e tenti di riuscire dove non siamo riusciti io e questo gruppo, ma devo essere sincero: non ci credo, penso che l'estinzione sia inevitabile. Gorizia è stata, ma non è più una città di sport. Abbiamo perso quello che era e dovrebbe sempre essere un valore aggiunto e la conferma di quanto sto dicendo è il triste sopravvivere in categorie che sono un oltraggio sportivo per questa città della pallacanestro e del calcio».
Delusione, scoramento e la triste sensazione di una picchiata repentina e inarrestabile, arrivata a soli sei anni dalle pagine più belle della storia hockeistica goriziana: nella stagione 2001-2002, infatti, Gorizia (la Gorizia del presidente Corrado Bonetti tanto criticato, ma al quale, obiettivamente, bisognerà sempre dire grazie per le emozioni che ha saputo regalare) conquistò l'A1, l'anno dopo addirittura il quarto posto nella massima serie, i play-off scudetto e il primo storico passaporto per l'Europa (Coppa Cers). «Preistoria – torna subito alla realtà Zotti –: quei tempi sono morti e stasera sarà morto anche l'hockey goriziano».
Più che una partita un funerale, quindi, quello in programma stasera alla Valletta del Corno e come ultimo segno di rispetto la provocatoria decisione di Zotti: «Al termine della partita ci sarà un bel rinfresco, pagato dalla società, l'ultimo tentativo di onorare uno sport che ha fatto la storia di Gorizia. Mi piacerebbe vedere anche il sindaco in quest'ultima occasione, o almeno qualche esponente del Comune, ma è ormai evidente che la città ha altri interessi, ben lontani dal garantire ai giovani la pratica sportiva. Quei giovani che oggi stanno valorizzando il nostro vivaio e che domani si ritroveranno, loro malgrado, senza la possibilità di di praticare il loro sport preferito». (ma.ce.)