Mobilitazione per le donne del Niger

Il progetto 'Speranza" in Niger, nato per volontà di alcuni medici nigeriani, aiuta le donne in gravidanza a combattere il flagello dell'Aids e della sieropositività. Le iniziative di quest'associazione non governativa sono dirette da Nassirou Elh Abachè, un coraggioso medico che ha colto la volontà dei nigeriani di impegnarsi per migliorare la propria condizione. Dal 2005, Abachè non è più solo in questa battaglia: l'associazione pordenonese 'Speranza onlus' e il suo infaticabile promotore, Antonio Bertoli, partecipano alla realizzazione di queste attività. In questo Paese, che conta una popolazione di 12 milioni di abitanti, è presente un'alta percentuale di donne affette da questa malattia. Inoltre dagli anni '90, secondo le stime dell'Onu, è uno dei più poveri e arretrati dell'Africa, dove la mortalità infantile raggiunge livelli altissimi. Ieri, alla presentazione delle iniziative dell'associazione 'Speranza" – appoggiata anche dalla Provincia di Pordenone –, era presente Maiga Zakaria, primo consigliere dell'ambasciata nigeriana in Italia. Quest'ultima ha ricordato che l'80% dei nigeriani vive oggi in condizioni di grave povertà. L'arretratezza affligge anche i diritti inalienabili dell'uomo come ad esempio la tutela sanitaria, che deve poter garantire la cura di flagelli come l'Hiv, la malaria e la tubercolosi. La collaborazione nasce da un incontro casuale avvenuto fra Antonio Bertoli e Salha Mahamane Moutari, genero del dottor Abachè. Il progetto al quale l'Associazione sta lavorando con lo sforzo e l'impegno di molti sostenitori, riguarda la costruzione di una clinica per la cura e l'assistenza alle donne incinte malate di Aids, i cui nascituri contraggono la sieropositività. La struttura conterà una sessantina di posti letto con ambulatori e laboratori di analisi. BRNell'area sono previsti un allevamento e una sartoria per garantire l'autosufficienza della struttura. Un primo container organizzato da Bertoli con il sostegno di tanti 'amici", è giunto in Niger portando fra le altre cose, anche un'ambulanza e un mammografo – unico in Niger e secondo disponibile in tutto il Paese –. BRCon sabbia e calce sono stati preparati 1300 blocchi di cemento per erigere il muro di cinta che proteggerà il centro dalle aggressioni e dai furti. Un primo passo è stao fatto. Nel frattempo, la piccola clinica del dottor Abachè con i suoi dieci posti letto, lavora giorno e notte in condizioni estreme ma con la 'speranza" di un futuro più sereno per queste popolazioni. Per ulteriori informazioni 0434 646325 oppure ass_speranza.onlus@virgilio.it)BRPaola Dalle Molle