Claudio Fogolin grande dimenticato

È di questi giorni l'uscita di un libro che, in occasione del centenario della Lancia, famosa marca di automobili, ricorda e celebra il suo cofondatore, il sanvitese Claudio Fogolin, un uomo entrato nella storia dell'industria italiana. Egli era conscio dei problemi che bisognava risolvere e quindi si assunse notevoli responsabilità, non avendo certamente anteposto la sua idea politica, come oggi taluni vorrebbero insinuare. Infatti la grande colpa di Fogolin, che ancora oggi gli è rinfacciata, in primis è stata quella di essere stato fascista, come se a lui, come a ciascuno di noi, fosse vietato il diritto personale di avere un'idea. Fascista quando lo erano tutti, nell'aulico periodo del consenso a ogni livello, chi per convinzione e chi per tacita accettazione. Lo scrivente è stato balilla.BRMa gli oppositori di seconda e terza generazione hanno potuto avere le loro rivalse. Opposizione che è l'espressione del nuovo corso politico, che del fascismo nero – forse – ha soltanto sentito parlare, mentre volutamente ignora fatti e misfatti di quello rosso! Opposizione manifestata anche – e come poteva non esserlo? – in consiglio comunale dove le posizioni reali e leali o quelle preconcette dei singoli consiglieri sono verbalizzate a futura memoria.BRMa torniamo al libro, per cui è proprio il caso di dire che chi la dura la vince. Alcuni storici locali e altri volonterosi hanno creduto giusto e opportuno ricordare e valorizzare il grande sanvitese. Hanno impiegato tempo in ricerche e continui contatti con mezza Torino, a cominciare da Fiat, Club Lancia, Musei dell'automobile e chi finanziariamente avrebbe permesso di realizzare il volume.BRTriste e comunque discutibile il comportamento del Comune, quasi orgoglioso, per i motivi accennati, di negarsi a ogni iniziativa o aiuto, come pure oggetto di critiche in quel di Torino per la sua assenza alla manifestazione Lancia tenutasi in tale città nell'ottobre 2006.BRPerò alla fine ci siamo riusciti (immodestamente mi ci voglio comprendere). Il volume è dunque realtà, parte di una interessante collezione che spazia in ricerche su un momento politico ormai lontano sessant'anni. Mentre oggi si continua a voler negare la necessità di una pacificazione fra le parti, mancando di rispetto verso la storia (con l'iniziale maiuscola) che non è né dei vinti, né dei vincitori.BRLuciano GirardiBRSan Vito al Tagliamento