Il ricordo dell'architetto Avon: «È stato un grande maestro»

di GIACOMINA PELLIZZARI

«L'architetto Gianni Avon era un grande professionista». Il mondo della cultura ricorda il maestro del Novecento scomparso, l'altra sera, a 84 anni, nella sua abitazione di via Bernardinis. Lo ricorda l'università dove le sue opere fanno scuola, oltre 400 portano la sua firma, ma anche i professionisti e gli studiosi che di Avon hanno apprezzato soprattutto l'indirizzo modernista. Avon era un decano dell'architettura: nel 1947 l'Ordine degli architetti di Udine gli rilasciò la tessera d'iscrizione numero 30. Oggi il tesoriere dell'Ordine, Riccardo de Santis, che con Avon si era confrontato più volte, si sofferma sullo spessore culturale dell'uomo. «Una cultura profonda che non voleva dimostrare eccessivamente. Avon era un professionista rigoroso e molto legato alla struttura dell'Ordine. Non è mai mancato a un'assemblea. Si portava dietro una grande signorilità. Al conseguimento dei 40 anni di carriera lo abbiamo premiato».
Nella sua lunga carriera, il maestro del Novecento friulano ha ricevuto molti riconoscimenti. Tra questi il premio Ina casa per l'edificio residenziale realizzato in viale della Vittoria. Lo ricorda il presidente dell'Accademia di scienze lettere e arti, Gaetano Cola, per sottolineare l'estrema rigorosità dell'architetto. «Ricordo quando, per rispondere alle richieste della Soprintendenza alle belle arti, ha modificato il progetto del municipio di Cividale. Quando gli veniva chiesto di correggere un elaborato lo faceva sempre, non si opponeva mai» continua Cola, nell'assicurare che una delle prossime iniziative dell'Accademia sarà dedicata ai grandi architetti del Novecento.
Con Avon ha lavorato anche il pittore, Giuseppe Zigaina, che dal suo studio di Cervignano si sofferma sul binomio innovativo sia sul versante delle arti figurative che su quello dell'architettura: alla fine degli anni Cinquanta Zigaina realizzò il pavimento a mosaico in un edificio firmato da Avon a Grado. «Era – precisa il pittore – la mia prima collaborazione con un architetto». L'esperienza venne ripetuta al palamostre di Udine dove Avon volle il murale a mosaico. Una tecnica cara all'architetto che aveva potuto apprezzare fin da piccolo i lavori del padre Gino, maestro mosaicista. «Con Avon – continua Zigaina – ho sempre avuto un ottimo rapporto perché era un uomo affabile e serio. Al mondo dell'architettura mancherà questo grande e bravo architetto».
Gli insegnamenti di Avon sono presi a esempio anche dal corso di laurea in Architettura attivato dall'ateneo friulano. «Avon – fa notare il rettore Furio Honsell – è stato uno degli esponenti più importanti dell'architettura friulana e noi nel costruire la facoltà vogliamo mantenere alta la tradizione che lui ha saputo creare».
Avon lascia un grande vuoto non solo in famiglia, alla moglie Grazia Tentori e ai figli Elena e Giulio, ma anche al Friuli che, domani, lo saluterà per l'ultima volta, alle 10.30, nella chiesa di San Marco. La salma sarà sepolta nella tomba di famiglia a Solimbergo di Sequals.