Imminente l'addio ai frati

E' ormai questione di qualche settimana e i frati cappuccini lasceranno la chiesa del Cristo e lo storico convento. Manca ancora l'ufficialità dal momento che sarà il vescovo monsignor Ovidio Poletto a comunicare ai fedeli la decisione che è dovuta alla riorganizzazione sul territorio della comunità dei cappuccini, colpiti, come molti ordini, dalla carenza di vocazioni e quindi dall'esiguità di religiosi da poter dislocare sul territorio.
E anche di questo si è parlato nell'antico convento del Santissimo Redentore all'isola della Giudecca a Venezia dove la scorsa settimana si è svolto il 126.mo Capitolo ordinario dei frati cappuccini del Nordest.
Un'assemblea che si svolge ogni tre anni e alla quale partecipano i rappresentanti di tutti i frati cappuccini di Friuli Venezia Giulia e Veneto e delle loro missioni e nel quale sono state prese alcune decisioni che regoleranno la vita nei conventi nel triennio successivo.
Nel corso del Capitolo si è parlato anche dell'assetto e della presenza dei religiosi nel territorio. Pare sia stato confermato l'orientamento di ridistribuire i religiosi e il ritiro della comunità di Pordenone che attualmente conta soltanto tre (ma preziosi) frati dopo che padre Venanzio Renier, il vicepostulatore della causa di beatificazione di padre Marco di Aviano, si è ritirato a Conegliano.
In questi giorni parte il pellegrinaggio diocesano in Terra Santa e quindi il vescovo sarà assente dalla città mentre al ritorno, probabilmente entro l'estate, dovrebbe comunicare la decisione al popolo diocesano. I frati lasciano a seguito della riorganizzazione interna anche Pordenone.
Nel corso di questi anni sono diventati un vero punto di riferimento per la vita spirituale degli abitanti della zona, ma non solo: «Sono importanti per le confessioni, perché hanno un'altissima spiritualità e ci ascoltano, ci consigliano e sono sempre pronti a parlare con noi», spiegano i fedeli che si erano mobilitati anche con una raccolta di firme che aveva superato le 350 adesioni perché il convento non fosse dismesso.
La chiesa del Cristo, ricordiamo, è sempre aperta, al contrario di molte altre e l'attività di confessori dei frati è molto dinamica. Le messe sono alle 18.30 e, la domenica, anche alle 20.30, una celebrazione sempre molto affollata di fedeli.
Il Capitolo ordinario, tra l'altro, ha riconfermato superiore provinciale padre Luciano Pastorello (61 anni) di Noventa Vicentina; vicario provinciale e primo definitore è stato eletto padre Roberto Genuin, 44 anni mentre gli altri definitori sono Flaviano Giovanni Gusella (56 anni), Massimo Saccardo (41) e Roberto Tadiello (40 anni). La provincia dei Cappuccini conta 369 frati dei quali 260 operano tra Friuli, Veneto e Roma, gli altri sono nelle missioni. La chiesa, infine, non chiuderà poiché a reggerla dovrebbe essere monsignor Giuseppe Romanin, parroco del Duomo che da settembre lascerà la parrocchia all'attuale rettore del seminario monsignor Otello Quaia. (e.l.)