Sulle Regionali il centrosinistra non trova la quadra sui candidati

il retroscenaAlessandro Di Matteo / RomaAdesso nel Pd in molti cominciano a preoccuparsi davvero, lo strappo dei centristi in Lombardia e il caos nel Lazio hanno fatto scattare un vero campanello d'allarme. «Così a marzo non ci arriviamo, qui bisogna fare qualcosa», diceva ieri uno dei dirigenti democratici parlando dei tempi lunghi previsti dal congresso. La «tenaglia» M5s-Terzo polo non si è affatto allentata dopo il voto, anzi. Il week-end è iniziato con la difficile manifestazione per la pace di sabato («Conte si è preso la scena», si rammarica più di un parlamentare dem) ed è finito ancora peggio con Azione e Iv che hanno annunciato il sostegno a Letizia Moratti in Lombardia. Inutili le trattative degli ultimi giorni, vana anche la telefonata tra Enrico Letta e Carlo Calenda che sembrava avere aperto la strada ad accordo sulla candidatura di Carlo Cottarelli per il Pirellone. Al Nazareno sembra di rivedere il film della scorsa estate, quando il leader di Azione si sfilò all'ultimo da un accordo appena siglato. Vinicio Peluffo, segretario del Pd lombardo, è sconsolato: «Noi abbiamo fatto di tutto, ho detto: decidiamo insieme il metodo per scegliere il candidato. Noi siamo per le primarie, ma se c'è nome che mette d'accordo tutti possiamo rinunciare. E loro annunciano il sostegno alla Moratti... Non vogliamo imporre niente a nessuno, ma allo stesso modo nessuno può imporre niente a noi». Il centrosinistra, quindi, farà le primarie in Lombardia. Qualcuno continua a pensare a Giuseppe Sala, che però ha già detto di non essere disponibile. È arrabbiato anche Alessandro Alfieri, uno di quelli che si sono spesi di più per un accordo con i centristi: «Non si fa così, anche quelli come me che vogliono gettare ponti così non possono starci. Non si va avanti con i diktat». La situazione è complicata anche nel Lazio, dove Calenda ha detto no ad una coalizione con M5s, dicendosi invece pronto a sostenere Alessio D'Amato, assessore alla sanità di Nicola Zingaretti. Un uomo del Pd, ma buona parte dei partito romano non sembra pronta a sostenerlo. Il leader di Azione si insinua nelle spaccature tra i democratici, tanto che ieri proprio Zingaretti ha replicato a quei «dirigenti del Pd del Lazio che hanno espresso illazioni gratuite: non ho mai attaccato D'Amato. Il mio unico obiettivo da sempre è costruire una coalizione la più ampia possibile e vincere». Si cerca di convincere Conte - che in queste ore è continuamente in contatto anche con Goffredo Bettini - e per questo il Pd ha lanciato l'idea di cercare insieme un nome «civico», cioè qualcuno senza tessera di partito. Spiega un dirigente Pd: «Cercheremo un nome che possa tenere insieme tutti. Nelle prossime ore arriveremo ad una decisione. Poi se qualcuno si sfilerà se ne assumerà la responsabilità». Ma il punto è tutto politico. Al Nazareno lo strappo è vissuto così: «È del tutto evidente che Renzi e Calenda ormai hanno virato a destra. Ed è anche chiaro che la linea la detta Renzi, Calenda fa da sparring partner...». Nel partito però - appunto - il clima è sempre più incandescente. Andrea Orlando chiede un «chiarimento» sulle alleanze, ricordando proprio il patto rotto da Calenda la scorsa estate. L'ex ministro è indicato da molti come possibile candidato e ieri ha ottenuto un endorsement di Bettini, che qualcuno legge come uno stop di una parte della sinistra Pd all'ipotesi Elly Schlein. Di sicuro Bettini ha un'idea chiara sul profilo che deve avere il Pd: «La sinistra deve fare la sinistra». Un esponente della segreteria commenta così: «In questo modo andremo incontro ad un'altra scissione...». Stefano Bonaccini, altro nome pronto a candidarsi, avrebbe voluto tempi più veloci per il congresso e ora aspetta di vedere cosa succede. Anche Matteo Ricci, altro nome circolato tra i possibili candidati al congresso, ammette: «Noi siamo sempre più nella morsa, bisogna che ci muoviamo, avrei preferito tempi più brevi per il congresso. Sennò facciamo fatica a rialzarci». Oggi Letta riunirà la segreteria per l'avvio del congresso e il tema potrebbe saltare fuori. --© RIPRODUZIONE RISERVATA