Moratti candidata con il Terzo Polo

Monica Serra / milanoL'annuncio tanto atteso e discusso è arrivato: alle prossime elezioni regionali, Letizia Moratti sarà la candidata del Terzo Polo. Il percorso avviato ormai alla luce del sole con Carlo Calenda e Matteo Renzi è «un progetto forte ed attento ai territori - scrive lei stessa in una nota - orientato a offrire una visione del futuro lombardo e nazionale capace di interpretare i mutamenti in atto e affrontare le nuove sfide in arrivo». Dopo lo strappo, non senza polemiche, con la giunta di Attilio Fontana e il centrodestra, e le dimissioni da vicepresidente e assessora regionale al Welfare dello scorso 2 novembre, l'ex sindaca di Milano mette a sistema una collaborazione «sostenuta dall'ampia e consolidata rete civica a me vicina e dal Terzo Polo, ampiamente aperta all'adesione di tutti gli interlocutori politici, culturali, del terzo settore e delle associazioni». Con queste forze, annuncia, «realizzeremo interessanti e positivi confronti per la costruzione di una coalizione vincente». Durante gli ultimi mesi a Palazzo Lombardia Moratti ha costruito una sua rete civica, composta non solo dal terzo settore ma anche da quel tessuto imprenditoriale che vedrebbe di buon occhio un cambio di passo alla guida della Lombardia. Le parole con cui annuncia la sua corsa ufficiale al Pirellone ricordano quelle pronunciate il giorno prima dal palco della manifestazione a sostegno della resistenza ucraina, organizzata all'Arco della Pace proprio da Calenda. In quell'occasione Moratti aveva parlato della necessità di una ricostruzione del Paese «aperta e inclusiva». Ad anticipare il sostegno all'ex vice di Fontana è stato ieri mattina il leader di Azione: «Appoggiare due persone che in Lombardia e nel Lazio hanno fatto bene sulla campagna vaccinale e la sanità come Alessio D'Amato e Letizia Moratti è la scelta giusta per il Terzo Polo». Posizione che non è piaciuta al Partito democratico lombardo, impegnato nelle stesse ore con l'assemblea regionale: «La candidatura di Letizia Moratti per noi non è un'opzione - spiega il segretario del Pd lombardo, Vinicio Peluffo - ha un percorso pubblico e politico tutto all'interno del centrodestra». Così, mentre Enrico Letta convoca la segreteria per il congresso, l nodo per il Pd in Lombardia rimane, visto che rischia di passare da un campo largo, che aveva l'obiettivo di superare le divisioni delle elezioni politiche, a una piccola coalizione. Poco prima dell'annuncio dell'ex sindaca di Milano, dall'assemblea del capoluogo lombardo era emersa la volontà di raccogliere tutte le forze di opposizione alla giunta Fontana, lanciando delle primarie di coalizione, che a questo punto sembrano non comprendere il Terzo Polo, con un volto come quello dell'ex ministra, indigeribile per buona parte del partito. Ed è proprio Peluffo, che in serata polemizza: «Le coalizioni si costruiscono sedendosi intorno allo stesso tavolo, non annunciando messaggi e diktat via Twitter. Il Terzo Polo, dopo che in questi mesi ha detto di voler costruire un'alternativa alla candidatura di Fontana, adesso sta scegliendo la strada di sottrarsi al confronto, con una corsa in solitaria. Se ne prendano le responsabilità». Nel frattempo, però, arrivano parole di solidarietà e stima dai nuovi compagni di squadra: «Letizia Moratti è una donna coraggiosa, generosa, determinata - commenta Mariastella Gelmini, vicesegretario nazionale e portavoce di Azione -. La sua candidatura è l'inizio di un percorso che guarda al futuro, che può dare nuova fiducia ai lombardi e restituire a questa regione il ruolo che le spetta». Non sono d'accordo i vecchi alleati. «Prendiamo atto che chi, come Letizia Moratti, fino a tre giorni fa ha governato per oltre vent'anni da ministro, sindaco e assessore regionale con il centrodestra, adesso senza uno straccio di coerenza si candiderà per la sinistra» dichiara il coordinatore della Lega Lombarda, Fabrizio Cecchetti. L'annuncio della candidatura non stupisce la ministra del Turismo, Daniela Santanchè, che chiosa: «Per il centrodestra non sarà un problema perché i cittadini comprendono, capiscono e si fanno la loro idea sulla correttezza delle persone». --© RIPRODUZIONE RISERVATA