Crescita tassi d'interesse «Pronti a mitigare i costi»

L'INCONTRO«Con l'aumento dei tassi di interesse da parte della Bce la finanza regionale dovrà occuparsi non solo delle garanzie ma anche di calmierare i costi del credito per il sistema economico del territorio». Così il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ospite ieri de "Il Veneto che verrà", il convegno di due giorni organizzato dalla Federazione Veneta delle Bcc nell'Aula Magna dell'Università di Padova.«Il credito cooperativo» ha detto Zaia nella sua conversazione con il presidente della Federazione veneta delle Bcc del gruppo Iccrea Flavio Piva «è stato partner importante di alcuni progetti strategici di Veneto Sviluppo come Minibond e Fondo Sviluppo Pmi 2. Attenzione però che se fino a ora il nostro problema è stato quello delle garanzie con l'aumento dei tassi si aggiungerà anche quello del costo del credito. Dovremmo approfittare della Sgr per creare una leva funzionale al supporto dell'economia del territorio in un periodo storico che ha visto, in poco più di 2 anni ben 2 differenti "cigni neri": il Covid e la guerra in Ucraina. Due fenomeni che hanno contribuito a portare il 10% circa dei veneti, si parla di quasi 500 mila persone, sulla soglia di povertà. Un tema di cui ho parlato con il ministro Giorgetti anche nei giorni scorsi e che imporrà al governo una scelta tra fare un cambio di passo o la semplice gestione del quotidiano». Ma "Il Veneto che verrà" è stata anche l'occasione di un rilettura complessa dei temi più cari alla cooperazione declinati da ospiti di eccellenza. Tra questi il teologo padre Ermes Ronchi, il prorettore dell'Università di Padova Antonio Parbonetti, il filosofo Umberto Galimberti, il presidente della Fondazione Tertio Millennio Alessandro Azzi. Ad aprire il lavori la rettrice dell'Università di Padova Daniela Mapelli con un intervento sulla storia degli 800 anni dell'ateneo e sul ruolo che la libertà e la ricerca possono avere nello sviluppo. Un convegno che nel suo primo giorno ha scelto di affrontare i temi del supporto alla comunità, di ciò che è giusto e di ciò che è bello, ma anche quello della sostenibilità e del ruolo degli strumenti finanziari "Esg" e dei rischi che si prospettano all'orizzonte. «Il credito cooperativo è un movimento che assume forma di banca, non una banca che prende forme sociali e culturali alla bisogna» ha spiegato il presidente della Federazione veneta Bcc. «Perdere la consapevolezza di questa vocazione ci porterebbe alla consunzione. Per questo abbiamo chiesto un contributo ampio ad alcuni illustri ospiti: per non perdere il gusto del confronto. Per non finire, insomma, schiacciati da normative, obblighi e regole e indici». -- riccardo sandre