Bo, scontro sulla didattica a distanza Gli studenti: «Pronti a mobilitarci»

Manuel TrevisanRitorno della didattica a distanza e trasporti gratuiti per gli studenti. Sono state queste le richieste principali che i rappresentanti dell'associazione studentesca Udu hanno fatto alla rettrice dell'Università Daniela Mapelli nel corso del tavolo di confronto avvenuto ieri mattina al Bo. «La rettrice insieme alla squadra di prorettori non ha offerto concrete soluzioni ai problemi degli studenti e delle studentesse», tuona Domenico Amico, senatore accademico e coordinatore Udu Padova che accusa l'Ateneo di non aver fornito risposte: «Quello di oggi è stato un finto confronto». E fa riferimento a «lacune» denunciate già nelle scorse settimane: aule strapiene, code lunghissime alle mense e un'emergenza abitativa che sta lasciando senza casa moltissimi studenti. «Stanno costringendo centinaia di studenti ad abbandonare gli studi e nemmeno se ne rendono conto», scandisce Amico. Per questo durante l'incontro di ieri i rappresentanti degli studenti non solo hanno fatto il punto della situazione e ribadito l'urgenza di trovare soluzioni immediate, ma hanno anche esposto le proposte pensate dagli studenti nella speranza di tracciare una direzione comune verso cui muoversi. Se, però, per quanto riguarda la questione relativa alle agevolazioni sui trasporti è sembrata esserci una buona base di partenza su cui lavorare, anche grazie all'appoggio di Sergio Giordani - figura strategica nella questione trasporti in quanto sindaco e presidente della Provincia -, per il ritorno della didattica a distanza è arrivata l'ennesima chiusura. «Dopo questo assurdo confronto l'Università può solo aspettarsi una dura reazione di mobilitazione» assicura Domenico Amico. La prima sarà il 3 novembre, giorno in cui l'Esu ha organizzato un Dj set per gli studenti. «Se l'obiettivo era farci festeggiare ci troveranno pronti a mobilitarci in difesa degli studenti». DIDATTICA A DISTANZA Durante l'incontro con gli studenti la rettrice Mapelli ha ribadito ancora una volta la linea dell'Ateneo: la priorità è la didattica in presenza. Per questo l'Università ha deciso di far tornare tutti gli studenti in presenza come segnale del ritorno alla normalità e alla didattica di qualità che si è sempre conosciuta a Padova. «Nemmeno rispetto alla didattica duale l'Ateneo si è dimostrato lungimirante», prosegue amareggiata Alessia Conti, consigliera del Consiglio nazionale degli studenti universitari.«Avrebbe potuto essere un aiuto per tutte le persone che non riescono ad entrare in aula oppure che stanno spendendo migliaia di euro al mese per pernottare in hotel in attesa di trovare casa. Se proprio non si vuole prendere in considerazione la Dad si poteva pensare almeno di mettere a disposizione le registrazioni delle lezioni come avevamo proposto, ma anche in questo caso abbiamo trovato un muro. Non esiste nessuna volontà politica nel dare supporto agli studenti».TRASPORTI È andata meglio sul fronte trasporti. Sono anni che l'Udu si batte per assicurare il trasporto pubblico gratuito agli studenti e alle studentesse e ieri è sembrato esserci uno spiraglio. «Siamo fiduciosi che, a seguito delle dichiarazioni di Giordani rispetto alla necessità di creare agevolazioni sui trasporti per studenti, si possa svolgere un buon lavoro d'intesa tra le varie istituzioni» conclude Conti. «Serve però subito accelerare i tempi per garantire a tutti gli studenti un migliore servizio, soprattutto a chi è stato costretto a trasferirsi fuori città per studiare». --