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veneziaVent'anni, di Treviso, studentessa di Lingue a Ca' Foscari, Ginevra Pezzile si presenterà per la prima volta alle urne domenica prossima. «Il mio primo voto alle Politiche. Speravo di andarci con un po' di emozione e di convinzione in più» commenta.Perché ha deciso comunque di andare a votare?«Perché è un mio diritto. E sprecare la possibilità di esprimermi, provando a orientare il mio futuro, non avrebbe senso. Anche se, alla fine, il mio voto dubito che conterà».Cosa intende?«Il mio sarà soprattutto un voto contro la destra. Andrò alle urne sentendomi già sconfitta. Ma andrò ugualmente, sperando che anche solo un voto in più possa dare speranza. Sarà un voto in più per gli ideali nei quali credo».C'è un politico, in particolare, nel quale riesce a identificarsi?«Nessuno».Secondo lei quali dovrebbero essere le priorità della politica?«Parlo per quello che mi riguarda e che più conosco: siamo un Paese dove l'età media è molto alta, ma questo anche perché i giovani vengono sempre messi da parte».Lei studia all'Università, cosa andrebbe fatto in questo ambito?«Servirebbero aule più grandi e funzionali, strumentazioni che siano al passo coi tempi. Non è possibile, nel 2022, dover ancora assistere alle lezioni seduti per terra, perché gli spazi non sono sufficienti».E in generale, per i giovani?«A Venezia, ma non solo, c'è un enorme problema legato alla residenzialità. Molti appartamenti in affitto sono stati convertiti in b&b. E affittare una stanza doppia, per noi studenti, può arrivare a costare 500 euro al mese, a cui aggiungere le spese. Ci sono genitori che fanno i salti mortali per far studiare i figli, ma a queste condizioni è impossibile». --l.b.© RIPRODUZIONE RISERVATA