Trasporti, i bus affollati saltano le fermate «Così noi studenti arriviamo in ritardo»

Giulia TascaCaos trasporti al rientro in classe. Si moltiplicano infatti le segnalazioni di mezzi affollati in tutta la città, soprattutto quelli che arrivano dalla cintura urbana. Non mancano gli esempi - il bus della linea 16 in partenza alle 7.05 da Ponte San Nicolò è uno di questi - di mezzi che alla fermata non danno alcun segnale di rallentamento. Emblematico il caso del 16, che la mattina dopo il capolinea salta ben 7 fermate su 8: strada Piovese a Voltabarozzo, via Facciolati, via Manzoni, via Cavazzana, Prato della Valle, Riviere e Corso del Popolo. Considerando la fascia oraria, e la data in cui è iniziato a manifestarsi il problema (lunedì 12 settembre), intuire la ragione di questi disagi è abbastanza semplice. All'unisono con il trillo della campanella d'inizio anno scolastico è scattato l'allarme del sovraffollamento dei mezzi pubblici.AFFOLLAMENTI A BORDOSono stati in molti i ragazzi con lo zaino sulle spalle che, dopo aver osservato impotenti la sfilata del loro autobus in modalità "extra farcito", non hanno potuto far altro che aspettare il mezzo successivo delle 7.12 (che arriva alla fermata di Voltabarozzo alle 7.30), correndo il rischio di entrare in aula in ritardo. Tra loro anche Emma e Nina, entrambe studentesse al primo anno di scuola secondaria di secondo grado: «Non avevo mai preso l'autobus prima, perché alle medie e alle elementari ho frequentato scuole vicine a casa e mi accompagnavano i miei genitori - spiega Emma - Da una settimana e mezza frequento il primo anno all'Istituto tecnico commerciale Calvi e ho già perso l'autobus delle 7.18 tre volte e solo una sono riuscita a camminare abbastanza in fretta dalle riviere a via Santa Chiara da sentire il suono della campanella d'inizio delle lezioni alle 8 in punto. Spero che il problema non persista perché le giustificazioni non sono infinite. E comunque, si sa, i professori non vedono di buon occhio i ritardatari». I BUS NON SI FERMANOUna fermata dopo, Nina alza il braccio per segnalare all'autista che vuole salire, ma il gesto, seppur recepito dal conducente, non ottiene nessun effetto pratico: l'autobus continua imperterrito la sua marcia e la ragazzina lo osserva con un'espressione a metà tra l'incredulo e l'irritato: «Io sono iscritta all'Istituto tecnico Ruzza di via Michele Sanmicheli che quest'anno ha deciso di far entrare le matricole alle 9 per la prima settimana. Questa fascia oraria non è molto gettonata quindi non ho avuto problemi. Ma da lunedì abbiamo cominciato a seguire l'orario normale con inizio alle 8 e, neanche a dirlo, sono subito rimasta a piedi, o forse sarebbe meglio dire in piedi sul marciapiede».SERVE UN ASSESTAMENTOA rispondere alle lamentele dei ragazzi e dei rispettivi genitori è l'assessore alla mobilità Andrea Ragona: «Le prime settimane sono sempre le più difficili perché il numero di utenti della fascia oraria che va dalle 7 alle 7. 30 varia di anno in anno in funzione al numero di iscritti ai diversi licei e istituti tecnici della città - spiega l'assessore - Abbiamo già ricevuto delle segnalazioni per le linee 12 e 13 che BusItalia ha già provveduto a risolvere. Generalmente, una volta acquisiti i dati della prima settimana di scuola, l'Azienda di trasporto pubblico modifica lo schieramento degli autobus, utilizzando le corse bis sulle linee che presentano delle difficoltà. Per ora non ci erano ancora pervenute recensioni negative sulla linea 16, ma nei prossimi giorni saranno sicuramente effettuati dei controlli per evitare che si riproponga il problema». BusItalia intanto ha già apportato modifiche alle linee 5, 13 e 24, oltre che istituire alcune nuove corse della provincia. --© RIPRODUZIONE RISERVATA