Muore a 30 anni, trovato senza vita in camera

MEGLIADINO SAN VITALE È morto ieri mattina, a seguito di un arresto cardiaco, Vittorio Iannone. Aveva 30 anni. Il giovane era nato a Napoli ma già da bimbo, a soli 3 anni, si era trasferito con la famiglia a Megliadino San Vitale. Il corpo è stato trovato senza vita nella stanza della comunità di recupero di Monselice dove Vittorio ha passato gli ultimi anni. Proprio questo periodo difficile, che Vittorio stava affrontando con determinazione, ha probabilmente avuto un impatto importante nel suo fisico. «L'ho visto per l'ultima volta domenica sera, qua a casa nostra, come ogni weekend. Stamattina ho ricevuto la triste notizia, mi ha distrutto» racconta Alessio, il fratello più piccolo «Abbiamo lottato tanto per uscire da questa situazione, ma ora abbiamo perso tutto. In questi ultimi anni avevo ritrovato l'amore fraterno che era andato perso. Ho sempre pensato che potesse farcela, ma alla fine ora sono qua, senza di lui». Vittorio amava il calcio: prima di vivere il momento più nero della sua vita, Vittorio era dinamico e pieno di aspettative, anche sportive. Sul campo da calcio era una promessa, nella fascia destra riusciva a bruciare chiunque. «Vederlo in campo era stupendo» aggiunge il fratello «Quando toccava il prato si immergeva in un altro mondo, era una delle poche cose che lo aiutava veramente». Tra i grandi successi quello della finale di Coppa Veneto di Seconda Categoria con il Castelbaldo, contro il Marcon: con i suoi gol riuscì a portare a casa un risultato storico per la società. «Era così soddisfatto di quello che aveva appena compiuto» aggiunge Alessio «Quel giorno penso sia stato per lui il più bello della sua vita». Una passione, questa, che purtroppo, dopo la stagione all'Aqs di Saletto, ha dovuto abbandonare negli ultimi anni, vissuti tra comunità e lavoro dal lunedì al venerdì, e famiglia il sabato e la domenica. Nei due giorni di "libertà" spendeva tutto il suo tempo con le persone che più amava. A loro va tutta l'eredità di Vittorio: ricordi, sofferenze, bei momenti e grandi passioni. «Ho iniziato a giocare perché volevo diventare come lui», confida il fratello Alessio. «Ci eravamo promessi di tornare a giocare assieme un giorno, quando il suo percorso sarebbe finito. Ora mi manca la voglia di riprende, ma se riuscirò a rimettere un piede in campo sarà per lui, e dopo un gol manderò un bacio verso il cielo».Sulla salma di Vittorio è stata disposta l'autopsia: per questo motivo il funerale non è ancora stato fissato. --pietro cesaro