Carceri -Vighizzolo, primo "sì" alla fusione I cittadini scelgono Santa Caterina d'Este

Nicola Cesaro / carceriIl fiume segna la via, e non solo morfologicamente. Il Santa Caterina, il corso d'acqua che si snoda tra Carceri e Vighizzolo d'Este, potrebbe unire le due comunità a tal punto da divenire il loro unico toponimo. Già, perché la scorsa settimana i cittadini di Carceri e Vighizzolo d'Este - poco meno di 2.400 residenti in due - si sono espressi chiaramente, appoggiando favorevolmente la fusione tra i due Comuni e scegliendo anche il possibile futuro nome: Santa Caterina d'Este, appunto.Di fusione tra Carceri e Vighizzolo si parla da mezzo secolo ma adesso le parole sono diventate molto di più di un intento: un segno chiaro e convinto nel questionario che le due amministrazioni comunali hanno diffuso a tutti i nuclei famigliari del territorio. Chiaro il quesito: favorevoli o meno alla fusione tra i due Comuni? Hanno risposto in 889 - «cifra che considerando i residenti effettivi equivale a quasi metà della popolazione», sottolineano i due sindaci - e quasi l'80% dei votanti ha espresso parere favorevole alla nascita di un unico Comune. A Carceri i 523 votanti messo nelle urne comunali 417 sì (il 79,7%), 68 no e 38 tra schede bianche e nulle; tra i 366 votanti di Vighizzolo, i sì sono stati 282 (77%), 65 i no e 19 gli indecisi. Carceri è il quinto Comune più piccolo della provincia, Vighizzolo addirittura il secondo dietro a Barbona: inutile sottolineare che fare massa ed economizzare spese e investimenti sono ormai delle necessità, anche sul buon esempio del vicino Borgo Veneto, l'ultima fusione riuscita nel Padovano a fronte di numerosi fallimenti (si veda il caso di Terre Conselvane - Conselve, Cartura e Terrassa Padovana - e di Riva d'Adige - Masi e Castelbaldo). L'esito del sondaggio di questi giorni è ben lontano dall'essere un risultato definitivo - molte altre indagini esplorativo dall'esito pro-fusione hanno anticipato referendum bocciati o iter interrotti - ma è comunque un inizio rassicurante: «Innanzitutto perché di solito a questi sondaggi vota un quinto della popolazione, mentre qui siamo a metà: la questione è sentita dai cittadini», commenta il sindaco di Carceri, Tiberio Businaro. E poi ovviamente c'è la larga maggioranza di sì: «Con questo voto ci è stato un mandato: proseguire nel percorso», continua la collega vighizzolese Ylenia Belluco. Il questionario prevedeva anche la possibilità di scegliere il nome del futuro Comune, anticipando quattro proposte: Santa Caterina d'Este ha superato Carceri-Vighizzolo, Carvi e Novalba. Tra le proposte "da casa" ha colpito Novalia, che richiama virgilianamente la terra bonificata. Sarà istituita un'apposita commissione per studiare l'eventuale topononimo.E ora? L'esito del sondaggio e lo studio di fattibilità del progetto di fusione andranno in Regione, che potrà indire il referendum, quello che sancirà l'unione totale dei due Comuni. L'obiettivo è il voto a dicembre 2023: si festeggerà il Natale a Santa Caterina d'Este? --